13 Jan 2026
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Sondrio / Servizi sociali sotto attacco: lavorare nel disagio, senza protezione

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La Fp Cgil territoriale denuncia l’assenza di sicurezza per chi opera in prima linea: “Chi lavora nei servizi sociali è il parafulmine di una crisi che non ha scelto, ma che affronta ogni giorno”

13 gen. 2026 – Chi lavora nei servizi sociali comunali è sempre più esposto: alla rabbia, alla frustrazione, alla disperazione delle persone. E non ha tutele adeguate, spesso è senza formazione e, quasi sempre, senza una rete di sicurezza all’altezza.

La Fp Cgil Sondrio, con la segretaria generale Michela Turcatti, e il segretario Leonardo Puleri, lo hanno detto chiaro e tondo quando, lo scorso 30 dicembre, un uomo ha minacciato di darsi fuoco dentro l’Ufficio di Piano dell’Ambito territoriale di Sondrio: non basta indignarsi dopo. Bisogna applicare le leggi che esistono, rispettare i contratti firmati, costruire prevenzione vera.

Quanto successo a Sondrio è la spia di qualcosa di più profondo?

“È stato un atto estremo, che ha coinvolto assistenti sociali, personale amministrativo, cittadini. Ma non è stato un fulmine a ciel sereno: fa seguito a una lunga serie di episodi di violenza contro operatori sociali e sanitari in tutta Italia. Il disagio cresce, e si scarica su chi lo affronta ogni giorno”, rispondono i due sindacalisti.

Di fronte a questo rischio crescente, come si è mossa la contrattazione sindacale a livello locale?

“Nella contrattazione integrativa con il Comune di Sondrio abbiamo ottenuto un’indennità per gli assistenti sociali a contatto diretto con l’utenza. È un riconoscimento economico importante, ma anche simbolico: dice che quel lavoro espone, e va valorizzato. Per quanto ci riguarda è solo l’inizio”.

Che cosa serve concretamente?

“Serve sicurezza, non solo fisica ma anche organizzativa, contrattuale, formativa. La legge 113 del 2020 impone protocolli operativi con le Forze dell’Ordine, formazione obbligatoria per le lavoratrici e i lavoratori, aggravio delle pene per chi aggredisce. Il contratto delle Funzioni Locali prevede il confronto con le rappresentanze sindacali sulle misure anti-aggressione. Non stiamo chiedendo favori – evidenziano Turcatti e Puleri – ma il rispetto di obblighi precisi”.

Il Comune di Sondrio ha già fatto dei passi avanti?

“Sì. Le Rsu, con il sostegno delle organizzazioni sindacali, hanno aperto da tempo un confronto, che ha già portato a riscontri concreti. Ma quando la situazione peggiora, servono strumenti più solidi, più strutturali. La prevenzione non può essere lasciata alla buona volontà del personale”.

La tensione sociale è evidente, ma non alle istituzioni?

“È così. L’emergenza economica e sociale cresce, i servizi pubblici locali diventano il bersaglio più visibile di una rabbia che nasce altrove. Chi lavora nei servizi sociali è il parafulmine di una crisi che non ha scelto, ma che affronta ogni giorno. È da tempo che chiediamo tutele vere. Le istituzioni non possono continuare a ignorare il problema: devono applicare le leggi, rispettare i contratti, e garantire sicurezza a chi ogni giorno affronta il disagio in prima persona, per conto dello Stato”.

Siete pronti alla mobilitazione?

“Se non arriveranno risposte concrete e immediate, ci mobiliteremo. Al contempo, lavoreremo nel solco di quanto già iniziato, ovvero discutere nel merito alcune misure che possono prevenire agiti aggressivi a danno delle operatrici e operatori sociali e rafforzare quanto messo in campo in questi anni per la tutela degli assistenti sociali comunali. Non si può continuare a ignorare chi ogni giorno lavora con la fragilità sociale. La sicurezza è una condizione minima per poter svolgere quella professione con dignità e responsabilità”.