5 Feb 2026
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Servizi ambientali, il rinnovo che chiarisce la direzione

operatore igiene ambientale

Salario, diritti e sviluppo industriale nella prima vera stagione del Contratto Unico

5 feb. 2026 – Oltre il 92% delle lavoratrici e dei lavoratori ha approvato il contratto collettivo nazionale unico dei Servizi Ambientali 2025-2027 e Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel hanno sciolto ieri, 3 febbraio, la riserva sull’intesa sottoscritta il 9 dicembre 2025 con Confindustria-Cisambiente, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Servizi di Lavoro e che riguarda circa 110.000 addetti e addette.

Il ccnl entra così ufficialmente in vigore, chiudendo una lunga fase negoziale e consegnando al settore il primo rinnovo pienamente compiuto del contratto unico dei Servizi Ambientali. Un risultato che, come chiariscono le Segreterie nazionali, non è solo contrattuale ma politico e industriale, perché respinge definitivamente l’idea di un settore costruito su bassi salari e dumping contrattuale.

Il rinnovo non si limita all’adeguamento delle retribuzioni. Rafforza il salario, consolida i diritti e definisce con maggiore nettezza il perimetro contrattuale, confermando il contratto unico come strumento centrale per impedire la frammentazione delle tutele tra pubblico e privato e lungo l’intera filiera, dalla raccolta allo spazzamento, fino agli impianti.

La Lombardia è una delle regioni con la maggiore concentrazione di addetti (circa 10mila), aziende e impianti. Il comparto è strutturalmente esposto alla pressione degli appalti e ai vincoli tariffari. Daniele Pirri, coordinatore regionale dei servizi ambientali della Fp Cgil Lombardia, sottolinea che “il rinnovo chiude una stagione in cui l’equilibrio economico veniva cercato facendo pagare il conto al lavoro. Se il servizio è essenziale, anche il lavoro lo è e deve essere trattato come tale”.

“Sul piano economico, l’incremento complessivo supera il 14% nel triennio, con oltre 300 euro medi a regime. La novità decisiva è che questi aumenti non restano sulla carta. Il costo del lavoro aggiornato entra ufficialmente nei conti del servizio, attraverso le tariffe e i Piani economici finanziari dei Comuni. In pratica, quando si stabilisce quanto costa il servizio, dentro ci sono anche gli stipendi così come previsti dal contratto. Le aziende non possono rinviarli o compensarli con tagli e il contratto vale allo stesso modo in tutti i territori”, spiega Americo Fimiani, segretario Fp Cgil Lombardia.

Il contratto interviene anche sulla classificazione del personale, superando i livelli più bassi introdotti negli anni passati. Si tratta di una scelta che punta a ristabilire coerenza tra mansioni, responsabilità e inquadramenti. “Il superamento dei livelli più bassi restituisce dignità al lavoro e riconosce professionalità già in essere”, evidenzia Fimiani.

La trattativa si era conclusa a ridosso di uno sciopero nazionale già proclamato. Un rinvio avrebbe comportato il rischio concreto di perdere un intero anno di applicazione economica del rinnovo, a causa delle scadenze dei bilanci comunali e dei Piani economici finanziari. “Bisognava chiudere per garantire l’esigibilità dell’accordo -, dice Fimiani -, accordo che è il risultato di una trattativa sostenuta dalla mobilitazione e dal mandato espresso nelle assemblee”.

I sindacati nazionali collocano il rinnovo dentro una prospettiva più ampia, legata allo sviluppo dell’economia circolare e alle trasformazioni in atto nel settore. Per questo il percorso contrattuale non si esaurisce qui. È già prevista una seconda fase del rinnovo, finalizzata all’introduzione di nuove figure professionali, al rafforzamento delle tutele per chi lavora negli impianti, al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza e all’estensione del campo di applicazione del contratto all’intera filiera del riciclo.

“Questo rinnovo fissa una direzione chiara: il lavoro nei servizi ambientali non è più la leva su cui comprimere costi e tutele. Da qui si riparte, con la responsabilità di rendere questo principio concreto nei luoghi di lavoro e nei territori”, conclude Fimiani.