10 Feb 2026
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Urbanistica Brescia / Le richieste sindacali per tenere in piedi la città

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Nel pieno della revisione del Piano di Governo del Territorio, i sindacati chiedono confronto pubblico e rispetto delle professionalità. Sinis (Fp Cgil): “Salari, carriere, riconoscimento del lavoro tecnico. Senza queste basi, la revisione del Pgt resta sulla carta”

10 feb. 2026 – Fp Cgil e Cisl Fp territoriali hanno chiesto all’amministrazione comunale di Brescia di intervenire sulle condizioni di lavoro nei settori tecnici e dell’urbanistica di via Marconi: aumenti retributivi per recuperare l’inflazione, percorsi di carriera certi e realizzabili, coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori nelle scelte organizzative e strategiche, fine delle strumentalizzazioni politiche e delle distorsioni narrative sul lavoro degli uffici.

Mentre il settore tecnico viene trascinato ripetutamente nell’agone politico, le emergenze che rischiano di paralizzarlo sono altre e molto concrete: organici fragili, carichi che crescono, scarsa valorizzazione di chi resta.

“Mantenere costantemente sotto pressione chi opera per la collettività non può che peggiorare le condizioni di lavoro a scapito della qualità dei servizi offerti alla cittadinanza”, afferma Diego Sinis, segretario Fp Cgil con delega alle Funzioni Locali.

Cosa sta accadendo oggi nei settori tecnici del Comune?

“Succede che su organici fragili si concentrano responsabilità sempre più pesanti. C’è una pressione continua, anche politica e mediatica, che non tiene conto delle condizioni reali di lavoro. Si chiede velocità, precisione, visione, ma senza rafforzare strutture, tutele e riconoscimenti. È una contraddizione che dura da anni e che oggi presenta il conto. Eppure parliamo degli stessi servizi che, anche durante il periodo Covid, non si sono mai fermati, garantendo continuità e qualità quando gran parte del Paese era chiusa in casa. Questo lavoro oggi rischia di essere logorato e delegittimato”, evidenzia Sinis.

Perché questa situazione pesa direttamente sulla revisione del Pgt?

“Il Piano di Governo del Territorio è uno strumento complesso che richiede competenze, continuità e tempo. Se il lavoro tecnico viene schiacciato o trattato come un problema, il piano resta un esercizio teorico. Senza investire su chi lo costruisce, la trasformazione urbana non regge. È qui che si vede la riduzione del perimetro pubblico: meno personale, meno prospettive, ma aspettative sempre più alte. Così non si governa il cambiamento, lo si scarica sugli uffici”.

Cosa chiedete all’amministrazione comunale di Brescia?

“Di affrontare apertamente questo nodo politico. Serve un confronto pubblico vero sul futuro del lavoro pubblico e sull’organizzazione dei servizi, coinvolgendo chi ogni giorno tiene in piedi l’ente. Noi siamo disponibili a collaborare, ma stiamo anche lavorando con le colleghe e i colleghi dei settori tecnici per definire azioni concrete a tutela della professionalità. Senza rispetto e investimenti strutturali, la trasformazione urbana non si governa: si consuma sulle spalle di chi lavora”, avverte.