Rattini (Fp Cgil Lombardia): “Il disastro logistico e l’aumento dei carichi di lavoro stanno colpendo lavoratrici, lavoratori e cittadini”
19 feb. 2026 – A Milano piove a dirotto. La rabbia e il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, in sciopero unitario territoriale per l’intera giornata e in presidio davanti alla direzione regionale di via Manin, sono altrettanto evidenti.
Con il giusto sarcasmo. “Agenzia / delle Entrate / Tu ci spremi / E noi facciamo rumore, rumore /… e l’obiettivo sale sempre più su / E lo stipendio invece dritto va giù / Ma valutare valutare perché / Tutto ’sto stress non dipende da me”, cantano.
“L’amministrazione sposta mille dipendenti in periferia e ne lascia altri quattrocento, della DP II, in sedi temporanee e senza standard di sicurezza, con l’acqua che filtra dai soffitti, gli ascensori fermi, il riscaldamento spento. Peraltro, ci sono lavoratrici e lavoratori che hanno subito quattro traslochi in dieci anni, spesso senza conoscere con precisione la destinazione finale o le tempistiche dello spostamento. Chi vive a nord di Milano dovrà affrontare due ore di viaggio in più ogni giorno. A questa gestione logistica caotica si aggiunge il drastico aumento dei carichi di lavoro. Questo è il cuore della protesta: la dignità del personale trattata come marginale”, racconta Riccardo Rattini, coordinatore regionale Fp Cgil Lombardia.
Dopo gli interventi dei rappresentanti sindacali, il presidio si è snodato in un corteo diretto alla Prefettura, dove una delegazione ha incontrato il Capo di Gabinetto.
“Abbiamo esposto il quadro difficile di chi lavora nell’Agenzia delle Entrate milanese. Il disastro logistico, per cui lo spostamento forzato degli uffici lascerà scoperte zone vitali come il centro e il nord di Milano, creando disagi enormi individuali e collettivi. Non solo su lavoratrici, lavoratori e cittadini ma anche su Ordini professionali quali architetti, ingegneri e commercialisti che, per pratiche catastali e fiscali non gestibili da remoto, saranno costretti a traversate della città per raggiungere le nuove sedi periferiche, con un inevitabile aumento di tempi e costi professionali – spiega Rattini -. Non bastasse, date le condizioni, gli obiettivi monetari di recupero fiscale per l’Agenzia sono stati quasi raddoppiati. È paradossale che questo ente, principale motore finanziario dello Stato, non dedichi la necessaria concreta attenzione ai propri dipendenti”.
Non solo i sindacati denunciano l’inerzia dell’amministrazione e l’assenza di dialogo. Ma ne stanno facendo le veci cercando immobili attraverso enti territoriali di decentralizzazione amministrativa del Comune di Milano. “Abbiamo fatto un’amara scoperta: i Municipi 8 e 9 non sapevano nulla, l’Agenzia non ha fatto richieste di spazi”, dice il coordinatore Fp Cgil Lombardia.
Il rappresentante del governo ha ascoltato, riconoscendo l’anomalia di questo vuoto gestionale. “Dalla Prefettura è stato preso l’impegno di riportare le nostre istanze ai vertici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’amministrazione centrale. Di sicuro lo sciopero di oggi è una tappa che non chiude lo stato di agitazione, che andrà avanti finchè non otterremo risposte concrete e una maggiore sensibilità istituzionale verso il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori”, chiude il coordinatore Fp Cgil Lombardia.