Fp Cgil: “Mentre si finanzia il privato, si blocca il pubblico. Sempre più a rischio i diritti di cittadinanza e la tenuta dei servizi”
Milano, 17 marzo 2026 – La scelta di Regione Lombardia di fermare le nuove assunzioni nella sanità pubblica, limitandosi alla sola sostituzione di chi va in pensione o lascia il servizio (il cosiddetto turn over), va contrastata con chiarezza e fermezza.
La Fp Cgil Lombardia esprime forte preoccupazione per una deriva che rischia di compromettere definitivamente la tenuta del Servizio sanitario regionale, già provato da anni di sottofinanziamento e carenze strutturali.
“Siamo di fronte a un grave paradosso. Da un lato Regione destina sempre più risorse alla sanità privata, col fine ufficiale di abbattere le liste di attesa, senza però un vero monitoraggio di quanto messo in campo. Dall’altro, non solo vengono sottratte risorse alla sanità pubblica ma veniamo a scoprire che Regione vuole procedere al blocco delle assunzioni. Ma come andranno avanti i servizi? Le persone si rendono conto che stanno venendo meno i diritti di cittadinanza?”, dichiara Sabrina Negri, segretaria Fp Cgil Lombardia.
Il servizio sanitario pubblico in Lombardia soffre per scelte politiche che acuiscono la pesante carenza di personale e i carichi di lavoro estenuanti, che si traducono in uno stress insostenibile per i professionisti (che fuggono) e in tempi di risposta sempre più lunghi per cittadine e cittadini. Limitarsi a coprire le uscite significa, nei fatti, rinunciare a qualsiasi piano di potenziamento e di abbattimento reale delle liste d’attesa.
“La scelta giusta è quella opposta: rafforzare gli organici, dare stabilità al lavoro, sostenere davvero la sanità pubblica che non va considerata una variabile di bilancio ma un cardine della cura e della salute come diritti delle persone. Regione chiarisca subito quale indirizzo intende assumere sul fabbisogno di personale delle aziende sanitarie e apra un confronto vero con le organizzazioni sindacali, anche con la Fp Cgil che è largamente rappresentativa del settore -, evidenzia Negri -. Ribadiamo che la salute non è un costo da tagliare, ma un investimento sociale prioritario. Deve poter restare un diritto non diventare sempre più un privilegio per pochi”.