18 Mar 2026
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Emergenza-urgenza lombarda, il nodo irrisolto del personale

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Intervista a Simone Monguzzi (Fp Cgil): “Sulle Articolazioni aziendali territoriali servono chiarezza e confronto. Basta silenzi e pacche sulle spalle”

18 mar. 2026 – La vicenda ha un passaggio preciso: la deliberazione XII/3720 del 30 dicembre 2024, con cui Regione Lombardia ha definito la programmazione del Servizio sanitario regionale per il 2025. In quella Dgr veniva indicato il possibile trasferimento degli autisti soccorritori delle Articolazioni aziendali territoriali (AAT) – le strutture territoriali di Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) che comprendono il sistema delle postazioni dei mezzi di soccorso – alle Aziende socio sanitarie territoriali (Asst). Lo stesso atto stabiliva anche che dal 1° gennaio 2025 la copertura del turnover degli autisti soccorritori fosse garantita direttamente dalle Asst e che la Direzione generale Welfare valutasse, nel corso dell’anno, un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali.

Quel confronto non è mai partito. Nella programmazione regionale per il 2026 (Dgr XII/5589 del 30 dicembre 2025) il riferimento non compare più. Lo stesso accade nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 di AREU, approvato il 30 gennaio 2026, mentre prosegue il distacco di 17 autisti soccorritori presso l’Asst Valtellina e Alto Lario. In mezzo ci sono quasi 200 lavoratrici e lavoratori delle 12 AAT di Areu ancora senza un quadro chiaro sul proprio futuro, come segnalato dalla Fp Cgil Lombardia con Simone Monguzzi, Rsu.

Perché questa non è solo una questione amministrativa?

“Quando si parla di emergenza-urgenza non si decide solo un assetto organizzativo. Si decide sul lavoro di circa 200 persone delle AAT – autisti soccorritori, equipaggi delle ambulanze, personale delle automediche – che sono il cuore del servizio. Regione aveva previsto un percorso trasparente e condiviso per gestire il passaggio alle Asst. Invece, per tutto il 2025, non c’è stata una convocazione, non un tavolo, nessuna informativa. Lasciare il personale sospeso significa scaricare l’incertezza su chi deve avere la mente lucida per salvare vite”.

Regione però esalta l’eccellenza del sistema Areu. Cosa manca per trasformare i complimenti in fatti?

“Manca la coerenza. L’eccellenza lombarda, riconosciuta anche a livello internazionale, è costruita sulle gambe e sulla professionalità delle operatrici e degli operatori. Regione deve andare oltre le spille, le foto di rito e i riconoscimenti simbolici. Sono gesti che durano un giorno. Alle lavoratrici e ai lavoratori servono risposte reali su investimenti, stabilità e prospettive. Non servono pacche sulle spalle se poi mancano la trasparenza e la valorizzazione del servizio”.

Sul piano sindacale, dov’è il punto più grave?

“Per noi è l’esclusione della Fp Cgil da tavoli e informative, nonostante il confronto con le organizzazioni sindacali fosse stato previsto. Anche la comunicazione sulla proroga del distacco dei 17 autisti soccorritori in Valtellina è stata trasmessa solo ad alcuni sindacati. La nostra categoria non ha sottoscritto il ccnl 2022-2024 perché non copriva l’inflazione e non garantiva dignità salariale – precisa -. Ma la libertà sindacale non può diventare un pretesto per escluderci dalle informative o dalle trattative che decidono il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, che hanno diritto alla rappresentanza sindacale. Qui non è in gioco un dettaglio procedurale: si tocca un equilibrio democratico”.

Quali sono le vostre richieste adesso?

“Chiediamo prima di tutto una risposta chiara da Regione Lombardia e Areu. Devono dire se il trasferimento annunciato nel 2024 è ancora un’ipotesi su cui intendono andare avanti oppure no. Oggi la situazione appare arenata, ma le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a sapere quali siano le intenzioni. Se Regione intende proseguire con il trasferimento, allora si apra un confronto vero con tutte le organizzazioni sindacali e si entri nel merito tutelando professionalità, diritti e prospettive del personale delle AAT. Il servizio di emergenza-urgenza va riconosciuto con investimenti, stabilità e condizioni di lavoro dignitose”.