30 Mar 2026
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Braidense, il patrimonio pubblico non è una palestra. Fp Cgil –  Uil Pa: “Serve un cambio di rotta, nel rispetto del patrimonio, del lavoro e delle relazioni sindacali”

Braidense

Milano, 30 marzo 2026 – La sessione di fitness svoltasi il 25 marzo nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense rappresenta un fatto grave e inaccettabile. Un luogo pubblico di studio, consultazione e tutela è stato piegato ad un’iniziativa promozionale estranea alla sua funzione, per di più riservata a pochi fortunati.

Per le RSU, sostenute dalla Fp Cgil e dalla Uil Pa nazionale non si tratta di un episodio isolato. È la goccia che ha fatto traboccare il vaso dentro una vertenza già aperta, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione del 17 marzo in Prefettura e in un contesto segnato da criticità organizzative, sotto organico e carichi di lavoro che le scriventi Organizzazioni sindacali denunciano da tempo.

Non è innovazione. È un uso improprio di un luogo pubblico. In una biblioteca si tutelano patrimonio librario  documentario e sale storiche;  si garantiscono ottimali condizioni di conservazione e diritto di accesso, oltre alla qualità del servizio e al lavoro delle professionalità che ogni giorno consentono cura, presidio e fruizione.

Le lavoratrici e i lavoratori della Cultura devono essere coinvolti nelle decisioni e ascoltati. Per questo riteniamo intollerabile la visione economicistica con cui il direttore sta interpretando il proprio ruolo, piegando la valorizzazione a logiche di immagine e utilizzo privatistico degli spazi.

La valorizzazione ha senso solo se resta coerente con la tutela, con la funzione pubblica dei luoghi e con il rispetto del lavoro. Il patrimonio comune non può rischiare di diventare una vetrina per pochi.

Chiediamo trasparenza sui criteri con cui vengono autorizzati eventi e concessioni, chiarezza sui loro effetti organizzativi, rispetto degli accordi sindacali e un confronto reale con le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Fp Cgil e Uil Pa hanno chiesto con urgenza un tavolo di confronto nazionale per definire standard chiari nelle politiche di valorizzazione, nel rispetto del patrimonio, del servizio pubblico e delle condizioni di lavoro.

Nei prossimi passaggi assembleari valuteremo con le lavoratrici e i lavoratori ulteriori azioni volte ad ottenere un reale ascolto da parte della Direzione di Brera e del Ministero della Cultura.

La Braidense e il sistema Brera – come tutto l’universo dei Beni Culturali – hanno bisogno di investimenti, organici adeguati, relazioni sindacali corrette e scelte coerenti con la loro destinazione collettiva.

La cultura pubblica si tutela, si rende accessibile, si rispetta. Non si usa come scenografia.