Milano, 27 gennaio 2026 – Sabato 31 gennaio, mentre nelle Corti d’Appello si inaugura l’anno giudiziario, Fp Cgil Lombardia, Cgil Lombardia, Fp Cgil Milano e Cgil Milano promuovono un presidio sindacale davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, in corso di Porta Vittoria 15, dalle ore 11 alle 13.
L’inaugurazione dell’anno giudiziario è il momento in cui il sistema giustizia si presenta al Paese. Quest’anno, però, quel passaggio istituzionale si intreccia con la decisione del Governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari.
La riforma proposta – a partire dalla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, uno degli elementi centrali della legge costituzionale sottoposta a referendum e oggetto della campagna per il No non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
È da qui che nasce il presidio. La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Gli uffici sotto organico, i carichi di lavoro insostenibili, e senza la stabilizzazione di tutto il personale precario le condizioni peggioreranno, con il ridursi delle lavoratrici e dei lavoratori. In più ci sono edifici inadeguati e una strumentazione informatica ancora non all’altezza dei compiti richiesti. Queste problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro.
Al centro della mobilitazione c’è il personale amministrativo della giustizia, troppo spesso invisibile nel dibattito pubblico ma decisivo per il funzionamento degli uffici e per l’effettività delle tutele. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Durante il presidio interverranno delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori della giustizia. Le conclusioni saranno affidate a Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil.
La proposta della Cgil è una strada praticabile e necessaria: stabilizzazione del personale precario, nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Per questo diciamo No a riforme che dividono e indeboliscono. Serve una giustizia come servizio pubblico che funzioni perché investe nel lavoro e lo riconosce: solo così si garantiscono accesso ai diritti, tutele effettive, uguaglianza davanti alla legge e tempi ragionevoli, rafforzando la fiducia delle comunità nelle istituzioni democratiche, nel pieno rispetto dei principi della Costituzione.