30 Jan 2026
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Inclusione scolastica, il Senato approva la retromarcia

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Ddl 236 verso la Camera. Per la Fp Cgil è un testo che scarica responsabilità sugli enti locali, declassa la professionalità educativa e mette a rischio diritti e continuità per studenti e famiglie

inclusione scolastica passo indietro volantino fp cgil30 gen. 2026 – Il Senato ha dato il suo via libera al disegno di legge n. 236 sull’inclusione scolastica, un testo che ora attende il timbro definitivo della Camera.

Quello che doveva essere un passo avanti per i diritti è diventato, per la Fp Cgil, “una grave retromarcia”.

“Il testo del ddl è una vergogna e tradisce le aspettative di migliaia di lavoratrici e lavoratori”, afferma Alexandra Bonfanti, segretaria Fp Cgil Lombardia.

Perché?

“Siamo davanti a una riforma che prometteva stabilità e restituisce frammentazione. Lo Stato scarica su Comuni e Regioni la responsabilità dell’inclusione. Gli enti locali sono già stremati dai tagli e non hanno la garanzia di fondi aggiuntivi per sostenere il servizio – risponde la sindacalista -. C’è poi la mortificazione del lavoro. La figura dell’educatore scolastico viene declassata a un generico ‘operatore socio-educativo’. È un colpo basso alla professionalità: chi ha investito in lauree magistrali si ritrova equiparato a mansioni indistinte, aprendo la porta a esternalizzazioni al massimo ribasso. Inoltre – aggiunge Bonfanti – viene introdotto un sistema formativo a due facce: da una parte i laureati, dall’altra chi possiede semplici attestati regionali. Il risultato è quasi scontato: il datore di lavoro sceglierà chi costa meno, declassando culturalmente il ruolo dell’inclusione a mera assistenza”.

Per studenti e studentesse con disabilità, il rischio è una pedagogia spezzettata e un turn-over continuo che nega la continuità educativa. Le famiglie, lasciate sole a navigare tra differenze territoriali inaccettabili, dovranno eventualmente e ancora una volta ricorrere ai tribunali per ottenere ciò che spetta loro di diritto.

L’inclusione non si fa con i risparmi sulla pelle dei più fragili – tuona Bonfanti -. La Fp Cgil chiede standard nazionali vincolanti e finanziamenti stabili, non promesse che svaniscono tra le pieghe dei bilanci locali. Se il muro della disabilità deve essere attraversabile, questa legge sembra piuttosto volerlo alzare un mattone alla volta”.