Bottiroli (Fp Cgil): “Qui manca il minimo per lavorare con dignità”
9 feb. 2026 – Giovedì 19 febbraio le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate di Milano e provincia incroceranno le braccia per l’intera giornata.
Questa la risposta unitaria delle organizzazioni sindacali territoriali a una crisi che dura da mesi, fatta di sfratti, trasferimenti imposti, sedi provvisorie e condizioni di lavoro che peggiorano sempre di più.
La principale criticità è logistica. Mille dipendenti sono stati spostati in una sede periferica, mal collegata con trasporti e ferrovie. Altri quattrocento lavoratori e lavoratrici, della Direzione Provinciale II, sono ancora in spazi temporanei, senza standard adeguati di sicurezza e vivibilità. Nel frattempo aumentano i carichi di lavoro, crescono gli obiettivi di budget, si accumula stress.
A questo si aggiungono ambienti con infiltrazioni, impianti obsoleti, ascensori guasti, microclima fuori controllo. “Qui manca il minimo per lavorare con dignità – evidenzia Cesare Bottiroli, segretario Fp Cgil Milano -. I problemi strutturali li stiamo segnalando da mesi, insieme accumulo continuo di attività, mancanza di risposte. L’amministrazione si limita a prendere tempo”.
Lo sciopero è stato proclamato dopo il fallimento del tentativo di conciliazione del 19 novembre scorso. Secondo i sindacati, la controparte ha rifiutato un confronto vero, rifugiandosi nei vincoli contrattuali. Anche l’invito del Prefetto a riaprire il dialogo è rimasto senza seguito, segnando una chiusura politica prima ancora che tecnica.
“Ci siamo sentiti dire che fuori dal contratto nazionale delle Funzioni Centrali non si può discutere nulla -, continua Bottiroli -. Ma qui non stiamo chiedendo privilegi. Chiediamo sedi sicure, organizzazione, rispetto. Senza questi elementi il servizio pubblico si indebolisce e a pagare sono anche le cittadine e i cittadini”.
Un altro punto critico riguarda il sistema di valutazione della performance (VALE), giudicato inadeguato rispetto alle reali condizioni degli uffici. “Si pretendono risultati da strutture in emergenza permanente -, osserva il dirigente sindacale -. È una contraddizione evidente”.
Il 19 febbraio saranno garantiti i servizi minimi previsti dalla legge. Ma lo sciopero resta un passaggio obbligato. “Abbiamo provato tutte le strade – conclude Bottiroli -. Ora serve un segnale politico e amministrativo chiaro. Senza investimenti e senza scelte serie, questa situazione non si risolve da sola. E noi non intendiamo far finta di niente. Dietro scrivanie bagnate e sedi provvisorie resta una questione anche più grave: uno Stato che non tutela chi lavora per farlo funzionare, alla lunga smette di funzionare”.