8 Jun 2026
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Cultura / 8 giugno: Assemblea Fp Cgil Lombarda in vista dello sciopero del 12

Tagli ai fondi, precarietà, carenze di personale e scelte di bilancio che privilegiano il riarmo: lavoratrici e lavoratori del Ministero della Cultura, del comparto Federculture e somministrati si preparano allo sciopero del 12 giugno.

8 giu. 2026 – Le condizioni e le prospettive di chi lavora per il sistema cultura in Italia non sono affatto buone, tra la precarietà strutturale e il definanziamento operato per favorire le spese militari. In preparazione dello sciopero indetto il prossimo 12 giugno da Fp Cgil nazionale, cui Nidil Cgil aderisce per le lavoratrici e i lavoratori somministrati, in Lombardia la categoria organizza un’assemblea on line con le lavoratrici e i lavoratori sia del Ministero della Cultura sia con contratto Federculture.

La riunione è prevista on line per questo pomeriggio, dalle ore 15 alle 17, sulla piattaforma Zoom. Con Dino Pusceddu, segretario della Fp Cgil Lombardia, ci saranno Pietro Domenico Scalzo, coordinatore regionale, e Valeria Giunta, coordinatrice nazionale Fp Cgil.


Le credenziali per partecipare all’assemblea:

https://us06web.zoom.us/j/84795643590?pwd=rhCbdNVR5cnAzbsWsFtWulpN9bYhA4.1

Id riunione 847 9564 3590 –  Passcode 094320


Ne parliamo con Scalzo, da poco nominato coordinatore regionale ccnl Federculture, oltre a esserlo già del Mic.

Qual è la richiesta base delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema culturale?

“Chiediamo il riconoscimento di un valore economico e sociale che oggi viene sistematicamente calpestato da contratti inadeguati e carenze di personale. C’è rabbia e stanchezza in chi garantisce ogni giorno la fruizione del nostro patrimonio culturale, in condizioni spesso invisibili. Abbiamo bisogno di rafforzare la coscienza della nostra forza collettiva per arrivare compatti allo sciopero del 12 giugno che sarà per l’intera giornata e coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati coinvolti, ovviamente garantendo le prestazioni indispensabili secondo la legge 146/90”.

Quindi lo sciopero serve per?

“Rivendicare un piano straordinario di assunzioni pubbliche per smetterla di scaricare il peso dei servizi essenziali su lavoratrici e lavoratori precari in appalto. Inoltre, rivendichiamo l’istituzione di un reddito di discontinuità: chi lavora in questo settore vive spesso periodi di sosta forzata tra un incarico e l’altro e non può essere lasciato senza protezione economica. La cultura, per chi la manda avanti, non è un hobby, è lavoro, e come tale va pagato e tutelato”.

Qual è la correlazione tra i tagli alla cultura e gli stanziamenti per il riarmo?

“Il governo sta togliendo ossigeno a musei, festival e biblioteche, mettendo a rischio la continuità stessa dei servizi pubblici. Riteniamo paradossale che si trovino risorse per alimentare logiche di distruzione e morte mentre si lascia morire il settore che dovrebbe promuovere la convivenza, la vita, la bellezza. Scegliere di finanziare le armi invece della cultura è una presa di posizione netta a cui noi rispondiamo scegliendo il lavoro e la pace”.

In questo settore, quanto pesano quelle che, come Cgil, denunciate essere le false partite IVA e i contratti pirata?

“Oggi nei luoghi della cultura convivono lavoratrici e lavoratori con trattamenti impari, svolgono le stesse mansioni ma con tutele totalmente diverse a causa di appalti e concessioni selvagge. L’uso delle false partite IVA è un trucco per pagare meno professionalità altamente qualificate, eludendo i diritti contrattuali e previdenziali. Per questo chiediamo la reinternalizzazione dei servizi e l’applicazione di contratti di filiera che restituiscano dignità e autorità salariale a tutti, senza distinzioni. Per questo andiamo avanti anche nella raccolta firme per la legge di iniziativa popolare ‘I diritti non si appaltano’, è una questione di civiltà sociale”.

Rispetto alle tutele, c’è un punto molto specifico per salute, sicurezza e contrasto alle molestie. Perché?

“Sono criticità purtroppo diffuse, aggravate dalla precarietà. Chi ha un contratto debole o discontinuo è più vulnerabile e spesso ha timore di segnalare abusi o carenze sulla sicurezza per paura di non vedere rinnovato l’incarico. Esigiamo misure concrete contro ogni forma di violenza e discriminazione, oltre all’applicazione piena delle norme sulla sicurezza per tutte e tutti, inclusi autonomi o atipici”.

Per la giornata di sciopero del 12 giugno sono previsti presidi delle lavoratrici e dei lavoratori.