19 Oct 2026
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Vigili del Fuoco: mobilitazione Fp Cgil il 21 ottobre

volantino

Assemblee in tutti i Comandi d’Italia dalle 10 alle 12. In Lombardia il baricentro sarà a Brescia, collegata in video con l’intera regione.

19 ott. 2026 – “Non si può chiedere sempre di più a chi garantisce la sicurezza dei cittadini senza assicurare risorse, salario dignitoso e prospettive per il futuro”. I lavoratori e le lavoratrici dei Vigili del Fuoco sono costantemente al servizio delle persone e del Paese, ma non altrettanta cura ci mette chi dovrebbe tutelarli.

Per questo la Fp Cgil, con la mobilitazione nazionale di mercoledì 21 ottobre, dalle ore 10 alle 12, riunisce delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori in assemblee in tutti i Comandi provinciali d’Italia. In Lombardia il baricentro regionale sarà presso il Comando di Brescia, con le altre sedi territoriali in videocollegamento.

“Vogliamo fermare la riforma del Corpo, calata dall’alto, e chiediamo al Governo di tornare al tavolo delle trattative per ridiscuterla con chi lavora sul campo – afferma Michele Giacalone, coordinatore Vvf Fp Cgil Lombardia -. Torniamo anche a chiedere a gran voce il rinnovo contrattuale, più assunzioni, il rispetto della nostra professione ad alto rischio e maggiori tutele. Vogliamo quindi, a monte, contrastare, allo stesso tempo, le norme che danno una stretta alla rappresentatività sindacale nei processi decisionali”.

Cosa non va bene nella riforma?

“Il riordino dei Vigili del Fuoco (schema di decreto legislativo 439) ignora le necessità reali del soccorso pubblico, operando un mero rimescolamento burocratico di ruoli e qualifiche senza stanziare le risorse necessarie. La transizione energetica e le emergenze climatiche impongono sfide operative nuove – dagli incendi di batterie e veicoli elettrici ai dissesti idrogeologici -, che richiedono formazione specialistica, tecnologia avanzata e più personale sul territorio. Il nostro lavoro va adeguato a questi nuovi scenari. Inoltre per l’efficacia delle nostre attività e per la nostra stessa sicurezza è fondamentale il lavoro di squadra: non ci serve la competitività individuale. Respingiamo anche ogni tentativo di snaturare il Corpo secondo logiche burocratiche o securitarie. Altre criticità, come la Fp Cgil ha evidenziato nella memoria consegnata alle Commissioni prima e quinta del Senato, sono ad esempio le toppe messe alle carenze di organico invece che fare nuove assunzioni: prolungando la permanenza in servizio del personale si bloccano opportunità per le nuove generazioni – spiega Giacalone -. Introdurre poi giudizi individuali espone al rischio di discrezionalità dirigenziale e di un merito comparativo che, come dicevo già prima, non fanno bene alla coesione tra lavoratrici e lavoratori. Non è nemmeno giusto penalizzare il personale parzialmente inidoneo, quello che, purtroppo, ha subito concretamente nel corso della carriera le insidie del soccorso: c’è infatti il rischio per queste persone di trasferimenti e mobilità non volontaria, invece di veder valorizzata l’esperienza maturata”.

In che senso il Corpo dei Vigili del Fuoco potrebbe essere snaturato?  

“Con la qualifica di agenti di pubblica sicurezza (articolo 2 dello schema di decreto), qualifica peraltro priva di copertura nella legge delega, si rischia di sovrapporre al ruolo storico e costituzionale dei Vigili del Fuoco, ancorato al soccorso tecnico urgente, alla salvaguardia delle vite e alla protezione civile, quello delle forze dell’ordine preposte al controllo dell’ordine pubblico”.

Quindi con la mobilitazione nazionale e l’assemblea del 21 ottobre cosa succede?

“Discuteremo e voteremo un ordine del giorno per chiedere al Governo di sospendere subito l’iter del decreto legislativo 439 e di riaprire il confronto. La nostra piattaforma è chiara: piano straordinario di assunzioni (serve un incremento strutturale per raggiungere 40.000 unità nel ruolo operativo e 5.000 nei ruoli tecnico-professionali), rinnovo contrattuale e salario dignitoso. Rivendichiamo il riconoscimento economico delle responsabilità e della professionalità di chi garantisce il soccorso quotidiano (a partire dai capisquadra), la valorizzazione dei ruoli tecnologici e delle specialità. Rivendichiamo misure vere contro i rischi professionali e garanzie di un lavoro dignitoso per chi ha subito infortuni. Un altro capitolo – aggiunge – è quello previdenziale: chiediamo gli stanziamenti previsti dalla legge per la previdenza dedicata e complementare, garantendo ai Vigili del Fuoco pari dignità pensionistica rispetto agli altri Corpi del comparto sicurezza e difesa. E il trattenimento in servizio deve restare una scelta volontaria riservata a chi deve maturare i requisiti contributivi minimi, con l’esclusione tassativa dalle attività operative di soccorso”.