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18 Ottobre 2021 - 17:35
HomeUfficio StampaCOVID-19: profilassi e tutele per i Medici delle cure primarie e di continuità assistenziale. Regione Lombardia intervenga subito!

COVID-19: profilassi e tutele per i Medici delle cure primarie e di continuità assistenziale. Regione Lombardia intervenga subito!

Comunicato stampa FP CGIL MMG LOMBARDIA – CISL MEDICI LOMBARDIA – UIL FP MILANO E LOMBARDIA

Chiediamo a Regione Lombardia di ampliare subito il piano sanitario di contrasto alla diffusione del COVID-19 allargando l’esecuzione dei tamponi anche ai medici delle cure primarie e della continuità assistenziale, prevedendo un monitoraggio almeno settimanale. Come è già stato fatto in altre regioni.

A quanto ci è noto, tra le fila dei medici di medicina generale della Lombardia ci sono già quattro morti da COVID-19. I medici delle cure primarie e di continuità assistenziale sono impegnati in prima linea, insieme agli altri operatori della sanità, a far fronte a questa pandemia. E sono senza difese, vista la mancanza di adeguati dispositivi di protezione individuale!

Va interrotta ogni possibile catena di trasmissione del virus individuando tutti i possibili casi sospetti e probabili. Bisogna intervenire anche con l’isolamento domiciliare e la quarantena. Vanno assolutamente isolati anche i positivi asintomatici.

Questa strategia permetterebbe un’approfondita indagine epidemiologica per individuare tutti i possibili contatti sia familiari sia lavorativi sia occasionali per disporre ulteriori misure di quarantena e isolamento domiciliare.

Se la situazione non cambierà immediatamente, sarà inevitabile che i medici, esposti senza protezioni adeguate e sicure, si contageranno tutti. Una parte si ammalerà e altri moriranno, indebolendo così la sanità territoriale e diventando essi stessi un ulteriore carico per un Sistema Sanitario Regionale già ai limiti del collasso.

Il problema più grave è che saranno proprio i medici, – loro malgrado – ad alimentare il contagio divenendo così, paradossalmente, i migliori alleati del Coronavirus.

Milano, 18 marzo 2020