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11 Agosto 2020 - 7:37
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‘Un nuovo Primo Maggio’

Presentate le proposte unitarie delle categorie varesine Cgil Cisl Uil della funzione pubblica. Moretto (Fp Cgil):  “Sarebbe grave ripartire senza aver imparato da questa esperienza, senza aver imparato dagli errori. La società siamo noi perciò in questo nuovo Primo Maggio il tema della sicurezza non lo rivolgiamo solo ai datori di lavoro ma a ognuno di noi”

30 apr. – “Il nostro documento  finisce con ‘Lavoro sicuro’ perché sia così per tutti, perché l’integrità fisica e psicologica, insieme alla dignità, siano sempre garantiti a lavoratrici e lavoratori”. Così Gianna Moretto, segretaria generale Fp Cgil Varese, alla video conferenza unitaria organizzata con la stampa per presentare, a ridosso della festa dei lavoratori, “Un nuovo Primo Maggio”. Cioè le proposte elaborate dalle categorie varesine Cgil Cisl Uil della funzione pubblica e “raggruppate per macroaree per completare la gestione della crisi e programmare una spedita ripartenza”. Si tratta dei settori della sanità pubblica e privata, del socio sanitario assistenziale, delle funzioni locali e centrali, dell’igiene ambientale, del soccorso, dei corpi dei vigili del fuoco e della polizia penitenziaria. Si tratta dei servizi pubblici, quelli che hanno subito per anni le cesoie sulle risorse economiche e umane e le imbrattature mediatiche contro le lavoratrici e i lavoratori. Servizi su cui è invece centrale investire a tutti i livelli, inclusi quelli formativi, puntando anche a innovare tramite la digitalizzazione e l’informatizzazione.

Moretto sottolinea che il coronavirus ha colpito in modo così dirompente “perché abbiamo perso la cultura della prevenzione e della progettazione. La parola sicurezza non è nuova e non è la prima volta che la festa dei lavoratori è dedicata a questo tema, anzi il Primo Maggio è sempre stata un’occasione per ricordarlo, ma mai come quest’anno il tema confederale è adeguato. Come rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici abbiamo deciso di renderlo più chiaro avendo negli occhi e nelle orecchie il punto di vista di quanti lo hanno vissuto in prima linea con il loro corpo, le loro emozioni e le loro famiglie. Noi abbiamo vissuto con loro questo terribile momento e con loro siamo pronti a lavorare perché questo non avvenga mai più”.

Importante, per la dirigente sindacale, evidenziare che quanto accaduto a livello sanitario è conseguenza di un modello e di azioni sbagliate: assenza di programmazione, assenza di dispositivi di protezione individuale per il personale di ospedali, Rsa e case di riposo. “Dobbiamo essere consapevoli di questo errore:  c’erano le condizioni per viverlo in modo meno drammatico, potevamo evitare questo danno sociale ed economico, oltre che, per qualcuno, personale”. Così, tra le proposte unitarie per queste strutture, oltre ai Dpi, ci sono il monitoraggio costante con tamponi a lavoratori, pazienti e ospiti; una rete di alloggi per gli operatori per garantire una quarantena che ne preservi dal contagio gli affetti; assunzioni oltre il tasso del turn-over, superando i vincoli di bilancio e facendo prima scorrere le graduatorie concorsuali e stabilizzando i precari; la revisione in toto, da parte di Regione Lombardia, del sistema legato al minutaggio d’assistenza, per un migliore sistema degli accreditamenti.

Per Moretto una rassicurazione regge ancora i cittadini. “Se ci ammaliamo possiamo contare sul nostro ospedale pubblico, su professionisti. Non è fortuna – rileva – , è aver fatto una scelta sociale, contribuendo tutti i giorni con il nostro lavoro per il diritto ad avere dei professionisti. La società siamo noi perciò in questo nuovo Primo Maggio il tema della sicurezza non lo rivolgiamo solo ai datori di lavoro ma a ognuno di noi. Ognuno di noi dovrebbe fare un patto con se stesso e decidere di essere parte attiva in questo necessario cambiamento. Non fare prevenzione vuol dire accettare come economicamente più vantaggioso il rischio. Non lo è mai! La cura è l’equilibrio tra qualità e prezzo e quindi vantaggio per tutti, non solo per pochi. In una società solidale, più economico vuol dire più gente che lavora con contratti sicuri e con più sicurezza”.

L’epidemia non cancella la speranza. Quella “che si possa uscire da questa crisi migliori, con l’impegno di una società fatta per le persone, non per gruppi di potere che devono stra-guadagnare avvelenando il pianeta su cui tutti viviamo. Più ricchezza per tutti  vuol dire più salute per tutti – insiste la segretaria generale -, con uno sviluppo che metta l’ecologia come valore. I confini non sono serviti a fermare l’epidemia e non servono a fermare l’inquinamento ma i valori messi nella nostra Costituzione sì. Tutti dobbiamo fare la nostra parte!”.

I temi che nel documento unitario accomunano i diversi comparti della funzione pubblica sono la richiesta di più prevenzione e salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, più assunzioni e di qualità, più centralità al servizio pubblico. “Chiediamo anche più equità, basta con lavoratori e servizi di serie b – aggiunge Moretto -. Occorrono più controlli  sull’applicazione delle leggi  e dei diritti da parte dell’Ispettorato del lavoro, dell’Inps, dell’Inail. Occorrono  tribunali che funzionano. Noi come sindacato ci siamo e vogliamo ricomporre il mondo del lavoro, affermando un imperativo sempre verde: ‘stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti’. Per tutto questo dobbiamo lottare e muoverci insieme. Insieme per pretendere il miglioramento sociale. Noi siamo pronti  e voi?”