30 Nov 2021
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Rete Salute: ‘una luce in fondo al tunnel’

Buone notizie dal tentativo di conciliazione in prefettura con l’azienda consortile. Elmo (Fp Cgil Lecco): salvaguardati i livelli occupazionali e il contratto delle funzioni locali

10 lug. – “Le azioni che verranno messe in campo richiederanno i dovuti tempi e le necessarie valutazioni, ma ciò che conta è che in questo difficile scenario non verrà in alcun modo messa in discussione né la tenuta dei servizi erogati sino ad oggi dall’Azienda Speciale, né la professionalità e i diritti maturati dai lavoratori, che hanno contribuito al raggiungimento del livello di qualità dimostrato nei servizi erogati sino ad oggi”. Così Teresa Elmo, segretaria Fp Cgil Lecco, dopo l’incontro in Prefettura per tentare  di conciliare con ReteSalute, la più grande azienda pubblica che eroga servizi sociali nel meratese, casatese e oggionese.

I sindacati nei giorni scorsi avevano indetto lo stato di agitazione per chiedere certezze per gli 83 dipendenti dell’azienda consortile che, con un disavanzo economico di circa 4 milioni di euro, può mettere a rischio i posti di lavoro e/o il contratto delle funzioni locali attualmente applicato.

Dal Prefetto di Lecco ieri erano presenti, oltre alle organizzazioni sindacali e Rete Salute, anche i vertici dell’assemblea degli enti aderenti all’azienda consortile, della conferenza permanente dei sindaci del meratese, casatese e dell’ambito distrettuale di Merate.

Per noi è stato fondamentale l’impegno a voler mantenere la gestione pubblica dei servizi sociali: è un risultato positivo sia per le lavoratrici e i lavoratori sia per l’utenza – commenta Elmo -. La crisi economica di Rete Salute non sarà facile da risolvere né breve ma partire con il piede giusto è già significativo e come sindacato siamo in prima linea per seguirne passo per passo il percorso. Gli operatori ora potranno ritrovare la serenità persa in questi mesi complicati. Alle amministrazioni torniamo a ribadire un’evidenza portata alla ribalta dalla pandemia: bisogna tornare a investire nel pubblico, in particolare in tutti quei servizi che si prendono in carico i bisogni delle persone”. (ta)