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18 Ottobre 2021 - 16:05
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Un ‘Patto per la Salute’, oltre il Covid

Lo chiede il segretario generale Fp Cgil Brescia Moriello. “È sempre più urgente individuare soluzioni efficaci di prevenzione e di cura nel breve e nel medio periodo. Servono risorse umane ed economiche, servono sinergie. Va garantita la sicurezza dei pazienti e degli operatori che non può essere messa a rischio aumentando gli indici di affollamento. Ascoltare le lavoratrici e i lavoratori in prima linea, i medici e i professionisti e le istituzioni cittadine è un dovere e una necessità”

26 ott. – “Un Patto per la salute per gestire l’emergenza e guardare al futuro, alla riforma di un sistema socio sanitario lombardo che dall’esplosione del Covid ha scoperchiato tutti i suoi limiti”. È quanto chiede il segretario generale della Fp Cgil Brescia Vincenzo Moriello, facendo leva anche sulle proposte della Cgil territoriale e il decalogo dell’Ordine provinciale dei medici.

Come si tradurrebbe questo Patto? “In una governance allargata tra tutti i soggetti coinvolti in prima linea nell’affrontare questa pandemia – risponde il dirigente sindacale -. Questo significa che tutti i medici, le operatrici e gli operatori, gli enti del territorio devono avere tempestivamente le informazioni tecniche e organizzative e che bisogna trovare la più ampia convergenza sulle misure da adottare e gestire”.

Le previsioni sulla diffusione del virus non sono delle migliori. “Questa pandemia potrebbe purtroppo durare a lungo e il sistema sanitario, già provato dalla prima ondata e dalle sue sofferenze croniche, frutto di anni di tagli, è a rischio tenuta. Non sappiamo che evoluzione avrà il virus, quante persone saranno contagiate e quanti saranno i ricoveri. Sappiamo, invece, che siamo in ritardo rispetto alle assunzioni del personale necessario alla presa in carico dei cittadini sia di risorse da destinare ai servizi territoriali. Poi certo non aiuta – aggiunge Moriello – lo spostamento di 24 medici specialisti e 72 infermieri del Civile all’hub della Fiera di Bergamo. Ci saranno ricadute sul funzionamento degli 800 posti letto del nostro ospedale, le prestazioni no Covid rischiano di essere ridotte”.

Rispetto al dibattuto centro Covid dentro scala 4 del Civile? “La Cgil ha espresso da subito, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, la sua contrarietà rispetto a questa operazione, per i timori che solleva sotto molti profili, in primis la sicurezza da garantire a tutti i pazienti e a tutto il personale. Critiche sono arrivate anche dagli Ordini professionali dei medici e dal Comune di Brescia. Dopodiché i posti a scala 4 dovrebbero essere pronti solo a fine novembre e rischia di essere troppo tardi”.

Cgil Cisl Uil di categoria chiedono a Regione Lombardia un confronto, regionale e territoriale, su organizzazione, salari, occupazione nelle aziende sanitarie e sociosanitarie. “È urgente aprire i tavoli negoziali. Siamo di nuovo in emergenza sanitaria, bisogna fare tutto il possibile per contenere i contagi, aumentare i posti letto e così i nuovi assunti sia negli ospedali sia per la medicina del territorio. Qui, in tempi brevi, va rafforzata la rete di strutture per subacuti, per pazienti Covid che, per motivi clinici o sociali, non possono rientrare al loro domicilio”. (ta)