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18 Ottobre 2021 - 17:29
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Sanità lombarda / Un accordo da “chiarire in modo univoco”

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Lombardia scrivono ai vertici dell’Assessorato al Welfare in merito all’intesa del 5 novembre scorso

3 dic. – “Non pervenuto”. I sindacati lombardi scrivono a Regione (Assessore al Welfare Giulio Gallera e  Direttore generale Marco Trivelli) rispetto al documento che, come stabilito nell’incontro dello scorso 25 novembre, deve dare linee guida condivise sull’accordo regionale del 5 novembre. Quello, per intenderci, sugli hub Covid delle fiere di Milano e Bergamo e sulle tutele economiche da riconoscere a tutto il personale del servizio sanitario regionale. Quell’accordo che, però, ogni direzione aziendale sta interpretando a modo suo. Da qui l’importanza del documento che però non è ancora, appunto, arrivato.

E da qui, ancora, la “richiesta di incontro urgente” spedita oggi per “chiarire in modo univoco la gestione dell’accordo sottoscritto in data 5 novembre 2020 e recepito dalla Regione Lombardia integralmente con la DGR XI/3839 del 17 novembre 2020.

Cgil Cisl Uil fp regionali sono perentorie: “Riteniamo la nostra richiesta non rinviabile in quanto giungono con insistenza notizie provenienti dai confronti sindacali nelle Asst di risorse economiche insufficienti da parte di Regione Lombardia per la piena applicazione dell’accordo”.

Il segretario Fp Cgil Lombardia Gilberto Creston spiega che “è fondamentale riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori il grande carico aggiuntivo comportato loro dalla pandemia ed è sbagliato e iniquo che le aziende procedano con atti unilaterali e difformi l’una dall’altra rispetto all’accordo siglato, rischiando contenziosi. Abbiamo così chiesto di sapere al più presto una quantificazione e suddivisione delle risorse regionali messe a disposizione”.

Creston aggiunge che oggi è stata mandata anche una nota unitaria di diffida ai direttori generali delle Asst, delle Ats e degli Irccs, proprio per “gli atti unilaterali sull’accordo, a fronte anche di indicazioni verbali da parte della Regione. C’è inoltre qualche azienda che non ha ancora convocato un tavolo di confronto sull’accordo del 5 novembre. Se non si cambia al più presto registro, agiremo di conseguenza, anche per le vie legali”.

In quanto ad azioni di protesta, c’è in vista anche lo sciopero nazionale del pubblico impiego, fissato per il 9 dicembre. “Gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori non potranno parteciparvi per garantire i servizi essenziali e vista la fase pandemica. Ma anche se non si fermeranno, protesteranno simbolicamente per rivendicazioni sacrosante, anche in Lombardia: assunzioni e stabilizzazioni del personale, sicurezza rispetto al Covid, rinnovo contrattuale”. (ta)