30 Nov 2021
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Asili comunali bresciani: l’amministrazione prende tempo

“Le delegate del comparto educativo e la RSU come sempre danno la loro disponibilità per la valorizzazione dei servizi per l’infanzia comunali, storicamente radicati nella città e riconosciuti anche in un ambito territoriale più ampio, ai quali l’utenza ha assegnato nel corso degli anni giudizi di eccellenza per la qualità dell’offerta pedagogica e didattica”

18 gen. – “Si prende atto della dichiarazione dell’assessore che ha chiarito che ad oggi non è stata ancora presa una decisione definitiva riguardo alla chiusura, e quindi attendiamo fiduciosi la sintesi e il progetto promesso per verificare e discutere la nuova proposta”. Così l’Esecutivo Rsu del Comune di Brescia dopo l’incontro, nei giorni scorsi, con l’assessore Fabio Capra rispetto alla ventilata chiusura delle scuole d’infanzia comunali “Sant’Eustacchio” e “Valotti”.

“L’amministrazione, partendo dal rilievo della denatalità, lascerà aperte le materne solo per bambine e bambini già iscritti. Ma sulla chiusura effettiva ancora non ha messo un punto fermo. Ribadiamo che ci ha lasciati quantomeno perplessi il suo modo di procedere, visto che si è confrontata tardi con i rappresentanti delle lavoratrici e lavoratori, dei genitori e del Consiglio di quartiere – spiega Diego Sinis, delegato Rsu della Fp Cgil -. Nell’ultimo incontro abbiamo ribadito che il servizio 0-6 anni va rivisto nel suo complesso e che per evitare favoritismi vanno armonizzate le modalità di iscrizione alle diverse scuole, siano statali, paritarie pubbliche o private”.

Avete avanzato delle proposte come Rsu. “Le nostre delegate dei servizi educativi vorrebbero poter aprire alla “Sant’Eustacchio” e alla “Valotti” una sezione primavera specifica per i bambini dai 2 ai 3 anni (accanto a quella già presente per i 3-6 anni). Bisogna evitare sia la dispersione scolastica sia la perdita di un servizio centenario – commenta il sindacalista -. Va peraltro sottolineato che negli obblighi del l Recovery Fund, lo strumento di sostegno economico europeo dopo l’irruzione del Covid-19, c’è il potenziamento dei servizi educativi, e che il nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza lo prevede. Sugli asili nido e le strutture scolastiche bisogna investire, anche per contrastare i divari di cittadinanza, si afferma nel PNRR. Noi le chiamiamo disuguaglianze, quelle che contrastiamo anche difendendo il perimetro pubblico e il diritto di tutte le bambine e i bambini di poter crescere con un servizio educativo di qualità”. (ta)