3 Dec 2021
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Vaccini Covid anche al personale educativo comunale

Regione Lombardia, pungolata dai sindacati cambia passo. Cgil Cisl Uil regionali, con le categorie fp, chiedono di includere nella campagna vaccinale sia il personale educativo scolastico di sostegno sia chi lavora nei nidi ma alle dipendenze della cooperazione sociale. E insistono su un incontro per discutere di come immunizzare tutte le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità

4 mar. – “Due giorni fa, con le categorie di Cisl e Uil, abbiamo denunciato come molto grave che Regione non avesse incluso nella campagna vaccinale contro il Covid anche il personale comunale delle scuole dell’infanzia e quello di tutti gli asili nido. Pare che sia servito”. Così Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia, commenta il cambio di passo dell’amministrazione retta da Attilio Fontana.

I sindacati di categoria avevano preso subito posizione nel sapere che le prenotazioni per le vaccinazioni erano state aperte per le lavoratrici e i lavoratori delle scuole statali, compresi i servizi per l’infanzia, ma non di quelle dei comuni o gestite dalla cooperazione sociale.

Aver saputo che Palazzo Lombardia si è mosso con gli enti comunali per avere gli elenchi del personale educativo da vaccinare ha portato Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl-Uil Pa regionali, questa volta insieme ai rispettivi confederali, a sottolineare il giusto approccio di Regione e a sollecitare di “vaccinare subito anche chi fa assistenza scolastica”. Oltre che richiedere un pronto riscontro alla richiesta di incontro per l’attivazione dei vaccini a tutti quelli che operano nei servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità.

La recrudescenza pandemica nel frattempo fa restringere tutta la Lombardia, dal 5 al 15 marzo, in zona arancione ‘rafforzato’. Tra le misure, la chiusura di tutte le scuole, salvo i nidi.

“A maggior ragione le lavoratrici e i lavoratori di questo settore vanno protetti. Ricordiamo che le bambine e i bambini non portano le mascherine e che per via delle varianti Covid possono rimanere contagiati anche loro e contagiare, innescando una catena innumerevole” rileva Pirovano.

Per Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, “questa fase va gestita con la massima attenzione, evitando che ci siano discriminazioni tra le lavoratrici e i lavoratori e così possibili scontri sociali. La lotta deve essere contro il Covid non tra categorie professionali, non tra le persone, di cui va garantita salute e sicurezza. Ribadiamo l’importanza della convocazione che abbiamo richiesto unitariamente. I servizi essenziali e di pubblica utilità sono il front-office dei diritti di cittadinanza: va vaccinato chi ci lavora per tutelare tutti i cittadini”.