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26 Settembre 2021 - 12:34
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Clir di Parona / Sabato 5 giugno manifestazioni a Mede e Mortara

Panella (Fp Cgil Pavia): scellerata retromarcia di quattro Comuni soci che avevano votato per il piano di risanamento del consorzio. Faremo di tutto per salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori e il servizio pubblico

26 mag. 2021 – . “La scellerata scelta dei Comuni di non pagare le fatture della raccolta rifiuti a conguaglio del 2020, smentendo il punto 1 del piano di risanamento votato col 60% dei consensi anche da loro stessi, sta facendo precipitare il Clir verso la liquidazione, mettendo a rischio, da giugno, lo stipendio e il lavoro alla cinquantina di dipendenti”. Riccardo Panella, segretario Fp Cgil Pavia, è decisamente arrabbiato: le amministrazioni comunali di Dorno, Mede, Mortara e Sannazzaro sono state capofila nel promuovere il progetto per salvare il consorzio dell’igiene ambientale di Parona, con la sua cinquantina di dipendenti.

“Ora hanno messo la retromarcia facendo ripiombare il Clir nel buio totale” rileva Panella, che racconta anche l’effetto domino di questo passo indietro, con le dimissioni in blocco, nei giorni scorsi, dell’intero consiglio di amministrazione della società. “Questi quattro Comuni avevano peraltro siglato di recente un accordo con Cgil Cisl e Uil che prevedeva l’impegno a rilanciare il Clir, mantenendo la gestione dei rifiuti nel perimetro pubblico, puntando alla qualità del servizio anche nei termini della sostenibilità ambientale e garantendo la stabilità occupazionale”.

Il prossimo 9 giugno si terrà un’assemblea straordinaria dei comuni soci che probabilmente segnerà la sorte ultima del consorzio. “Insieme alla Fit Cisl, organizzeremo nella mattinata di sabato 5 giugno due manifestazioni che si terranno a Mede e Mortara – afferma il sindacalista -. Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e dare risalto mediatico alla vicenda del Clir attraverso dei presidi davanti ai due dei quattro Comuni che detengono le maggiori quote azionarie. Vogliamo provare a fare tutto il possibile perché qualche sindaco rifletta sul fatto che salvare questa società significa salvare anche quarant’anni di storia della Lomellina, cioè un valore”.