9 Dec 2021
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Polizia locale: aperto il tavolo lombardo per prevenire il disagio psichico e psicologico

Pirovano e Sciamanna (Fp Cgil): va coinvolta anche l’Anci, l’ingaggio è regionale. La formazione è un antidoto e servono anche visite mediche periodiche

11 giu. 2021 – Aperto ieri, con Regione Lombardia, il tavolo di lavoro per affrontare il tema del disagio psichico e psicologico della polizia locale. “Il problema c’è ed è grave, a maggior ragione con questa pandemia. Le lavoratrici e i lavoratori sono sottoposti a una grande pressione, dovendo gestire situazioni spesso difficili, anche dal punto di vista relazionale. Avere un’arma, soprattutto per gli agenti in una condizione di fragilità, espone anche a un maggior rischio per sé e per gli altri ed è importante che se ne abbia consapevolezza. Scopo del tavolo è soprattutto prevenire e tutelare la salute mentale delle persone. Purtroppo i diversi casi di suicidio avvenuti tra gli agenti, vedi a Milano e Lecco, mostrano come in gioco ci sia la vita stessa” afferma Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia.

La richiesta unitaria, trasmessa il 27 maggio scorso, è stata accolta quel giorno stesso da Palazzo Lombardia, nella fattispecie dall’assessore alla sicurezza Riccardo De Corato e dal direttore generale Fabrizio Cristalli. “Il benessere lavorativo è per noi una priorità, per cui siamo contenti che Regione ci abbia risposto prontamente e abbia accettato la nostra istanza di essere parti attive. A questo tavolo crediamo debba partecipare anche Anci Lombardia. Non solo la Città metropolitana milanese ma tutti i 1506 enti comunali, con il supporto dei sindaci e dei comandanti della polizia locale, devono entrare in campo. Oltre che dai servizi di supporto delle aziende sanitarie e delle agenzie di tutela della salute. Questa partita va presa in carico da tutti gli attori coinvolti, l’ingaggio è lombardo – sottolinea Pirovano -: Regione come coordinamento della funzione della polizia locale; noi, rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori; Anci, cioè i datori di lavoro, a cui scriveremo sia noi che l’Assessorato. Un triangolare dove, innanzi tutto, si osservi, studi e analizzi la problematica per trovare poi insieme le soluzioni più opportune”.

La sindacalista riferisce che Regione ha già attivato, con Polis Lombardia, un’indagine tra le lavoratrici e i lavoratori del Corpo e dei percorsi formativi specifici. “La formazione è un antidoto, e sarà molto importante che venga fatta anche ai nuovi assunti che arriveranno, prima che vengano messi a operare sulla strada – aggiunge Corrado Sciamanna, coordinatore regionale Fp Cgil -. Come rappresentanze sindacali vogliamo ragionare anche sulle visite mediche periodiche, prevedendo in questo ambito gli incontri con gli psicologi e con le professionalità dedicate alla salute psicofisica”.

In una seconda fase, obiettivo sindacale sarà quello di ampliare le materie del confronto. “In primis su: formazione; riconoscimento del personale, anche di quello impegnato nei servizi a gestione associata o in convenzione; attenzione alla differenza di genere, visto che, finalmente, le agenti aumentano tra le fila della polizia locale e vanno pensate per loro specifiche azioni di tutela e di non discriminazione, semmai di valorizzazione, perché non siano penalizzate dal punto di vista della carriera” evidenziano Pirovano e Sciamanna. Informando, infine, che prossimamente partirà un’indagine della Fp Cgil con l’Inca Lombardia sulle malattie professionali delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo.