6 Dec 2021
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Monza e Brianza: una su tre ce la fa

Con Susanna Cellari della Fp Cgil territoriale, facciamo il punto sullo stato della contrattazione decentrata nella sanità pubblica

26 lug. 2021 – “Su tre aziende, solo con una abbiamo avuto ritorni puntuali e corretti dopo il rinnovo del contratto nazionale nel 2018, per cui al momento il bilancio sulla contrattazione decentrata nella sanità pubblica del nostro territorio è negativo”. Così Susanna Cellari della Funzione Pubblica Cgil Monza e Brianza, interpellata a fare il punto sulle trattative con le due Asst (aziende socio sanitarie territoriali) e l’Ats (agenzia di tutela della salute).

“In seguito all’accordo lombardo, in tutti e tre gli enti è stata firmata l’intesa sulle Rar 2021. Ma alla Asst Monza e all’Ats Brianza siamo fermi qui. Con la prima non c’è più stata una vera apertura alla contrattazione integrativa aziendale, gli ultimi accordi risalgono al 2019 (regolamento dell’orario di lavoro) e al 2020 (progressioni economiche orizzontali), il resto è fermo. Nel 2019 abbiamo fatto anche uno sciopero, questa è un’azienda difficile, dove c’è molto da recuperare sul piano negoziale e delle relazioni sindacali – spiega Cellari -. Lo stesso discorso vale per l’Ats con cui, ad oggi, non c’è ancora un nuovo contratto. Le organizzazioni sindacali sono chiamate al tavolo solo quando è nell’interesse dell’azienda, ma sulle richieste di rinnovo dell’intero contratto decentrato non c’è stato alcun risultato”.

Invece con l’Asst Brianza? “Già a fine 2019 avevamo firmato una prima parte del nuovo contratto decentrato e ora abbiamo siglato altri due accordi: uno sui residui 2020 per l’emergenza Covid, l’altro sul regolamento dei nuovi incarichi di funzione – risponde la sindacalista -. L’emergenza pandemica anche quest’anno ha impegnato reparti e servizi, per cui con la prima intesa anche nel 2021 vengono riconosciute le indennità di malattie infettive e terapia intensiva a tutto il personale sanitario coinvolto. Regione Lombardia dal 1° gennaio 2021 ha interrotto le compensazioni per le indennità accessorie e questo è un problema per le aziende che devono pagare le lavoratrici e i lavoratori pescando dal fondo ‘Condizioni di lavoro e incarichi’. L’accordo siglato con l’Asst Brianza prevede di rimpolpare questo fondo con i 106.250 euro aggiuntivi per erogare queste indennità che erano state coperte fino a marzo ma che ora, grazie all’intervento sindacale, continueranno ad essere remunerate fino a necessità. Va precisato – aggiunge Cellari – che l’integrazione stanziata è parziale, visto che solo nel primo trimestre 2021 la spesa ammonta a 350mila euro. Per questo le cifre andranno riquantificate, come chiederemo come organizzazioni sindacali a Regione Lombardia e come per la sua parte farà anche la Asst. Altrimenti si rischia, da questo fondo, di non riuscire a pagare altri istituti contrattuali, tra cui lo straordinario”.

Cosa prevede l’accordo sul regolamento dei nuovi incarichi di funzione? “L’intesa riguarda le figure apicali e si divide in due grandi branche: gli incarichi di organizzazione (ex posizioni organizzative e incarichi di coordinamento) e gli incarichi professionali, a loro volta suddivisi in incarichi per professionisti specialisti (con master universitario) e per professionisti esperti (con competenze acquisite sul campo e certificate dall’azienda e/o attraverso percorsi formativi di Regione Lombardia). Sono proprio gli incarichi professionali a rappresentare la vera novità di questo contratto che dà applicazione alla legge 43/2006 sul professionista specialistico (professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione). Una legge – rileva Cellari – che non è mai diventata operativa né era stata acquisita dal contratto collettivo nazionale fino al rinnovo del 2018. Tradotto: le lavoratrici e i lavoratori, pur svolgendo la funzione di professionista specialistico, non se la vedono riconosciuta in modo corrispondente sul piano economico. Quindi l’accordo siglato rappresenta un importante passo in avanti sia per questi professionisti, sia per i coordinatori che potranno vedersi riconosciuta la relativa indennità pesata in base alla complessità e strategicità del loro incarico”.