29 Nov 2021
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Asst Lecco / Ufficiale: aperto lo stato di agitazione

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Tramparulo (Fp Cgil): “L’azienda ritiri le delibere illegittime e torni a confrontarsi nel merito e nel metodo con chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori”

2 nov. 2021 – Lo stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori della Asst Lecco è stato ufficialmente dichiarato. Sono troppi e pesanti, per la Fp Cgil, gli aspetti da sanare.

“Abbiamo chiesto all’Azienda socio sanitaria di dichiarare il dissesto dei fondi contrattuali dei dipendenti. Basti guardare alla spesa per le indennità da malattie infettive, passata dai 17mila euro del 2020 sotto l’emergenza pandemica e interamente coperta dalle risorse aggiuntive nazionali ai 620mila del 2021. Il Covid continua ma i finanziamenti non sono stati rinnovati” racconta Lello Tramparulo, segretario generale della Fp Cgil Lecco.

Qual è la responsabilità della Asst? “Ha pescato dai fondi ordinari dei dipendenti. Tradotto: le lavoratrici e i lavoratori sono costretti a pagare il rischio infettivo. Inoltre, calando il montante disponibile, la Asst ha stoppato il pagamento degli straordinari e ancora, non contenta, da un lato ha aumentato in modo unilaterale i costi dei nuovi incarichi di funzione, passandoli dai 387mila euro del 2020 ai 482mila del 2021, dall’altro sui tempi di vestizione se stima in 2,5 milioni di euro i costi di un possibile accordo per tutto il personale, nei fatti spende circa 200mila euro per conciliare con qualche dipendente”.

Tramparulo rincara la dose. “Solo un intervento straordinario di Regione Lombardia, che abbiamo sollecitato, può sanare questa gestione economica squilibrata. Intollerabile, dopo due anni di pandemia. Non potevamo siglare gli accordi sui fondi contrattuali (articoli 80 e 81 del contratto nazionale della sanità pubblica) – continua – né approvare atti non condivisi. Abbiamo rotto le relazioni sindacali e indetto lo stato di agitazione perché la Asst ritiri le delibere illegittime e torni a confrontarsi nel merito e nel metodo con chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori”.