25 Jan 2022
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“Insieme per la Giustizia” / Giovedì 16 dicembre lo sciopero generale di Cgil e Uil

Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “Se aumenta la fascia di persone sempre più in povertà e diminuisce l’offerta di servizi erogati dal pubblico, significa che ad avere diritti esigibili saranno solo le cittadine e i cittadini che potranno rivolgersi al privato”

14 dic. 2021 – “In questi due anni di pandemia, la crisi economica ha colpito soprattutto le persone con redditi medio-bassi. Se vogliamo ricostruire il Paese, dobbiamo ripartire da queste cittadine e cittadini. La legge di bilancio e i provvedimenti del Governo non seguono questa logica, non aiutano concretamente chi ha più bisogno. Lo sciopero generale è il segno di protesta più alto perché questa rivendicazione sindacale trovi finalmente un riscontro vero”. Così Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, a due giorni dallo sciopero generale di 8 ore indetto da Cgil e Uil.

Quale logica si dovrebbe seguire? “Quella della giustizia, dell’inclusione e della coesione sociale – risponde Vanoli -. Ad esempio, con una riforma fiscale che redistribuisca davvero e di più, che sia progressiva. Bisogna combattere l’evasione fiscale che supera i 99 miliardi l’anno. E bisogna dare dignità e continuità al lavoro superando una volta per tutte il precariato. Il lavoro deve essere stabile. La ripresa del nostro Paese si sta facendo con più dell’80% di lavoro a termine. Le fondamenta, dunque, sono d’argilla. Inoltre il precariato impatta sulle pensioni: con un sistema basato solo sul contributivo, giovani e donne, in genere soggetti più coinvolti da forme di lavoro discontinue o a part-time, saranno penalizzati con pensioni da fame. Se ci arriveranno. Per questo chiediamo per loro misure di garanzia e di riformare il sistema previdenziale. Per quanto riguarda il lavoro pubblico – aggiunge Vanoli -, continua il nostro pressing nel richiedere un piano straordinario di assunzioni in tutte le pubbliche amministrazioni e di arrivare a un buon rinnovo contrattuale per le lavoratrici e i lavoratori. Il reclutamento è centrale a partire dalla sanità che, a causa del Covid-19, è ancora più sovraccarica. Spostare il personale, già carente da prima della pandemia, nei centri vaccinali – operazione necessaria per garantire i vaccini alla popolazione – ha però sguarnito ancora di più i servizi. E questo è un danno per la popolazione ma anche per le operatrici e gli operatori che fanno sempre più fatica a reggere carichi di lavoro così gravosi e su un periodo che si fa sempre più lungo. Ma il tema del personale è un’urgenza ovunque nostri settori”.

Un filo rosso tiene insieme diritti di cittadinanza, lavoro pubblico, e sciopero generale. “Se aumenta la fascia di persone sempre più in povertà e diminuisce l’offerta di servizi erogati dal pubblico, dalla sanità agli asili nido e al sistema di welfare più complessivo, perché mancano le braccia e le gambe per farli funzionare, significa che ad avere diritti esigibili saranno solo le cittadine e i cittadini che potranno rivolgersi al privato. Dall’infanzia alla non autosufficienza occorrono più risorse per l’inclusione sociale – commenta Vanoli –. Non a caso ‘Insieme per la giustizia’ è lo slogan assegnato con responsabilità a questo sciopero generale. Giustizia significa anche, ad esempio, poter garantire più sicurezza sul lavoro, più protezione civile. Servono persone, con l’occorrente del caso, per prendersi cura delle persone”.

Dallo sciopero sono esclusi servizi essenziali quali la sanità e le Rsa. “Lavoratrici e lavoratori avranno un adesivo per indicare l’adesione simbolica a una protesta necessaria, tanto quanto il loro lavoro sotto un Covid che riprende a mordere – risponde la segretaria generale -. Questo sciopero è del resto la tappa di un percorso, basato sulla piattaforma unitaria e il confronto con le lavoratrici e i lavoratori, che proseguirà in diverse forme e modi per raggiungere i risultati auspicati. Il sindacato vuole essere protagonista, con il lavoro e le persone al centro, per agire una trasformazione sociale, economica, ambientale e culturale del Paese da perseguire con equità, solidarietà, sostenibilità”.

Giovedì 16 dicembre si terranno 5 manifestazioni: a Roma, Milano, Bari, Palermo e Cagliari.

A quella di Milano si troveranno le delegazioni del Nord Italia (Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia, Trento e Bolzano) e partirà con un corteo da Piazza Castello (alle ore 9) per giungere all’arco della Pace dove interverranno, dalle ore 10 circa, con delegate e delegati, le segretarie nazionali Tania Scacchetti (Cgil) e Ivana Veronese (Uil).

Dalle ore 11.45, ci sarà da tutte le piazze un collegamento con Roma, per le conclusioni da Piazza del Popolo dei segretari generali Pierpaolo Bombardieri (Uil) e Maurizio Landini (Cgil).