29 Feb 2024
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Carcere di Busto Arsizio / Agente penitenziario infortunato durante un trasporto di detenuti

Casa Circondariale Busto Arsizio

La segretaria generale della Fp Cgil Varese, Gabriella Sierchio: “Il problema sono gli organici, che vanno rinforzati a tutti i livelli, incluso il personale sanitario. Alla manifestazione del 7 ottobre a Roma porteremo anche questo pezzo del mondo del lavoro, più spesso (se non sempre) lasciato ai margini”

21 sett. 2023 – Ancora un poliziotto penitenziario che si infortuna sul lavoro per sventare la fuga di un detenuto. È accaduto mercoledì 20 settembre nel corso del trasporto in ospedale di tre persone detenute dal carcere di Busto Arsizio. “Nell’intervento di contenimento, uno degli agenti della scorta è rimasto infortunato, con una prognosi di 10 giorni”, racconta Gabriella Sierchio, segretaria generale della Fp Cgil Varese, esprimendo solidarietà e vicinanza al lavoratore.

Il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti della Polizia Penitenziaria, come il restante personale del Corpo, è sotto organico. “A trasportare e sorvegliare le persone detenute dovrebbero essere in 19 i lavoratori e le lavoratrici della casa circondariale bustese e invece ce ne sono 4 in meno, cioè oltre il 20%. Una percentuale grande in questo ambito e che rende più fragile il sistema di sicurezza (quello avvenuto è il secondo tentativo di fuga in tre mesi) e che espone a più rischi l’incolumità degli agenti”, afferma la sindacalista.

Quindi, a monte, c’è sempre la carenza di personale. “È persino sconfortante ribadirlo, ma è il primo motivo alla base di questi infortuni. Ma rispetto alle traduzioni in ospedale va anche evidenziato un tema”, insinua Sierchio.

Cioè? “Sta aumentando in modo vertiginoso, negli ultimi anni, il rimando alle prestazioni specialistiche ospedaliere. È una sorta di ‘strategia difensiva’ da parte di medici, specialisti e non, e infermieri che sono sempre di meno nelle carceri. Per loro mandare i detenuti in ospedale è, appunto un modo per ripararsi da eventuali denunce. Ricordiamo, per altro, che anche il personale sanitario subisce aggressioni negli istituti penitenziari. E così la Polizia Penitenziaria, a forze risicate, deve spesso svolgere più traduzioni in un giorno”.

Quindi?Come Funzione Pubblica CGIL Varese da anni denunciamo, anche attraverso campagne apposite, la situazione degli organici e rivendichiamo e rivendicheremo, in tutte le sedi, una campagna di integrazione degli organici della Polizia Penitenziaria, da anni ridotti sotto i numeri minimi, per garantire i riposi ai lavoratori e alle lavoratrici, per meglio distribuire i carichi di lavoro. Ma serve più personale, in generale, a tutti i livelli del sistema penitenziario, per la qualità delle condizioni e dell’organizzazione del lavoro. Per una efficienza che si misuri anche in termini di dignità, diritti e salute delle persone – risponde Sierchio -. Sabato 7 ottobre, alla manifestazione nazionale “La Via Maestra”, a Roma, porteremo anche le ragioni delle lavoratrici e lavoratori di questo pezzo di mondo del lavoro, più spesso (se non sempre) lasciato ai margini. Ma la nostra Costituzione dice tutt’altro e, appunto, lo ricorderemo”.