23 Sep 2026
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Comune di Bernareggio / Ritirato lo stato di agitazione: la vigilanza continua

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Papini (Fp Cgil Monza e Brianza): “Le lavoratrici e i lavoratori di Bernareggio avevano la necessità di porre con forza il tema del rispetto dei ruoli e della dignità di ciascuno. Quando una battaglia viene affrontata insieme, è possibile ottenere risultati e cambiare anche situazioni che sembrano immutabili”

23 sett. 2026 – Trovata la conciliazione tra il Comune di Bernareggio, la Fp Cgil Monza e Brianza e la Rsu, all’incontro in Prefettura di martedì 22 settembre, è stato ritirato lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi.

“Siamo soddisfatti dell’esito della conciliazione. Le lavoratrici e i lavoratori di Bernareggio avevano la necessità di porre con forza il tema del rispetto dei ruoli e della dignità di ciascuno. Questa vicenda ci ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante l’unione delle lavoratrici e dei lavoratori nella difesa dei propri diritti: quando una battaglia viene affrontata insieme, è possibile ottenere risultati e cambiare anche situazioni che sembrano immutabili”, dichiara Silvia Papini, segretaria organizzativa della categoria territoriale, che sta seguendo la vertenza insieme a Marta Picchi, Maria Concetta Ribisi e Marco Casati della Rsu.

Perché era stato indetto lo stato di agitazione?

“Nell’ultimo anno c’è stato un progressivo deterioramento delle relazioni con l’amministrazione comunale – risponde Papini -. Diverse sono le criticità: le interferenze della politica nella gestione tecnica e amministrativa; un clima di lavoro rigido e teso, caratterizzato da demotivazione, incertezza e scarso ascolto delle problematiche del personale e dei carichi di lavoro; le carenze di organico; le decisioni organizzative non condivise con le lavoratrici, i lavoratori e le rappresentanze sindacali. La goccia che ha fatto traboccare il vaso – specifica – è stata quando, nel corso di una seduta del Consiglio comunale, un’assessora ha richiamato pubblicamente un dipendente addebitandogli un presunto errore amministrativo. Poi sono arrivate le scuse private, ma non bastavano”.

Ed è stato necessario arrivare fino alla Prefettura per chiarirlo?

“Sì, occorreva un chiarimento formale di pari dignità istituzionale. Il tavolo prefettizio è stato uno strumento per tutelare la reputazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Per noi era fondamentale che in quella sede venisse ribadita la necessità di mantenere una netta distinzione tra attività politica e attività amministrativa. Una separazione prevista dalle norme (Testo unico sul pubblico impiego e Testo unico degli enti locali) ma che troppo spesso rischia di essere disattesa o messa in discussione. Le invasioni di campo della politica svalutano il ruolo dei dipendenti pubblici e causano paralisi operativa  – replica Papini – . Con la conciliazione abbiamo ottenuto sia la precisazione ufficiale a verbale sia l’impegno formale dell’amministrazione ad avviare un piano di verifica del benessere organizzativo e di ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Quindi sono stati fatti passi avanti?

“Indubbiamente. E crediamo che quanto accaduto a Bernareggio possa rappresentare un elemento di riflessione anche per altri Comuni del territorio nei quali si stanno manifestando problematiche analoghe. Vigileremo affinché gli impegni assunti dal Sindaco e dalla Segretaria Comunale vengano rispettati e affinché il clima lavorativo possa tornare a essere sereno, anche nelle relazioni personali. Saremo pronti a intervenire nuovamente qualora ciò non avvenisse”, rimarca la segretaria della Fp Cgil Monza e Brianza, ringraziando le delegate e delegati Rsu. “Essere rappresentanza significa esattamente questo: ascoltare i lavoratori e le lavoratrici, portare alla luce i problemi e costruire, insieme, le condizioni per affrontarli. È questa la forza del lavoro che la Funzione Pubblica Cgil vuole continuare a fare in tutti i luoghi di lavoro”.