Lazzaroni (Fp Cgil): “Di questa vertenza, oltre alla dignità del lavoro di cura, fanno parte anche la tenuta del servizio sanitario complessivo e l’uso trasparente delle risorse pubbliche. È una battaglia di civiltà”.
24 sett. 2026 – Si è conclusa oggi la tre giorni di staffetta unitaria “di volantinaggio e di informazione attiva” con cui Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp di Brescia hanno rilanciato la rivendicazione del rinnovo dei contratti nazionali Aiop e Aris per le lavoratrici e i lavoratori della Sanità privata e accreditata, al palo da 8 anni.
“La staffetta è stata intensa e partecipata. Solo nel nostro territorio sono circa 5.000 le lavoratrici e i lavoratori che, da anni, vivono con stipendi bloccati e un potere d’acquisto eroso da oltre 20 punti percentuali di inflazione. Contratti subito, senza se e senza ma per tutte e tutti! – esclama Nadia Lazzaroni, segretaria generale della Fp Cgil bresciana -. Di questa vertenza, accompagnata dallo stato di agitazione, oltre alla dignità del lavoro di cura, fanno parte anche la tenuta del servizio sanitario complessivo e l’uso trasparente delle risorse pubbliche. È una battaglia di civiltà”.
Come spiega la dirigente sindacale, le strutture accreditate gestiscono nel territorio il 42% dei posti letto totali, cioè oltre 2.000 posti letto su circa 4.800 nell’Ats di Brescia, “drenando dal Fondo sanitario regionale oltre 380 milioni di euro all’anno di denaro pubblico. Nella nostra provincia operano dei colossi come il Gruppo San Donato (Città di Brescia, Sant’Anna, San Rocco) e la Fondazione Poliambulanza, e centri riabilitativi storici come gli Istituti Maugeri e la Fondazione Teresa Camplani. Mentre un ospedale pubblico destina oltre il 62% del bilancio al personale, nelle cliniche private ci si ferma al 48-50%. Questo scarto genera margini operativi del 12-16%, usati per distribuire dividendi o fare acquisizioni anziché valorizzare chi lavora”, evidenzia Lazzaroni.
Tagliare sul costo del lavoro, così, “diminuisce la qualità della cura e la continuità dell’assistenza. Senza tutele vere per le lavoratrici e i lavoratori, salgono i rischi per la difesa del diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini. Non c’è solo il blocco contrattuale che già basterebbe e avanzerebbe ma c’è pure dumping contrattuale, per cui per uno stesso lavoro di cura ci sono differenze retributive e di diritti rispetto alla sanità pubblica. E questo alimenta una fuga sempre più preoccupante di professioni cruciali, vedi quelle infermieristiche”.
La staffetta unitaria si è svolta con volantinaggi e presidi davanti ai cancelli delle strutture sanitarie della sanità privata profit e non profit. Il 22 settembre davanti alla Clinica Sant’Anna e all’ICS Maugeri di Lumezzane. Il 23 settembre davanti all’Istituto Clinico San Rocco di Ome, al Fatebenefratelli di Brescia e alla Casa di cura Villa Barbarano. Oggi davanti alla Fondazione Teresa Camplani / Domus Salutis e alla Fondazione Poliambulanza.
Lazzaroni insiste sulla necessità di riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato in sanità. “A Regione Lombardia e al Ministero della Salute abbiamo posto più volte di vincolare l’accreditamento e i rimborsi pubblici al rispetto rigoroso dei contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. Contrastiamo anche la logica speculativa per cui la sanità privata tende a scegliere le prestazioni più redditizie (con tariffe DRG favorevoli, i rimborsi fissi erogati dal Servizio Sanitario per ogni ricovero o intervento) lasciando al settore pubblico quelle più complesse, a partire da quelle legate alla salute mentale”.
Non manca il richiamo a una precisa responsabilità: “Le parti datoriali Aiop e Aris devono riaprire il confronto per arrivare al rinnovo dei contratti – dice con fermezza la segretaria generale della Fp Cgil Brescia -. È una vergogna che, nonostante i grandi profitti fatti dai gruppi privati, alle lavoratrici e ai lavoratori venga negato il rinnovo del contratto. Loro sono giustamente arrabbiati e spesso demotivati. Ma non sono soli, siamo con loro. La staffetta finisce oggi ma la mobilitazione continua: vogliamo rispetto, vogliamo risposte vere, vogliamo il rinnovo contrattuale. Non ci fermeremo finché non si firma”.



















