Dopo l’incontro con il Direttore Generale, Silvio Etrusco, coordinatore Fp Cgil Lombardia, illustra le richieste unitarie: coprire le carenze di organico, trattenere il personale e adeguare gli obiettivi alle risorse disponibili.
1 ott. 2026 – Un ente pubblico può essere davvero innovativo se manca di personale? Il 29 settembre, le rappresentanze sindacali lombarde delle lavoratrici e lavoratori dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro hanno incontrato il Direttore Generale Marcello Fiori che, in circa mezzora, ha tratteggiato possibili evoluzioni per l’ente in Lombardia, ad esempio la creazione di una Direzione Organizzazione, assente da anni, e l’attivazione del Centro unico di prenotazione per l’area sociosanitaria.
A raccontarci la riunione è Silvio Etrusco, coordinatore Fp Cgil Lombardia. “Abbiamo accolto con apertura i progetti ma abbiamo anche sottolineato che la condizione imprescindibile per realizzarli davvero è l’arrivo stabile di nuove lavoratrici e lavoratori. Abbiamo quindi consegnato al Direttore Generale un documento unitario che rimarca un’evidenza gestionale: le strutture dell’Inail nel nostro territorio sono vicine al collasso. Dovesse verificarsi, come temiamo, l’impatto ricadrebbe non solo su cittadini e imprese ma anche sulla reputazione dell’Istituto”.
Il coordinatore ricorda che già nella visita del 2024 i sindacati avevano presentato le loro istanze al Direttore Generale che le aveva condivise. “Ma da lì non sono seguiti atti conseguenti, e l’assemblea unitaria regionale dello scorso 26 maggio è stata occasione per rilevarlo”.
Quali sono le criticità principali che avete segnalato?
“Le carenze di organico sono molto gravi, c’è un divario importante tra posti messi a concorso e assunzioni effettive, e i fabbisogni reali non sono mai considerati – risponde Etrusco -. Gli obiettivi di performance, poi, ignorano vergognosamente questa condizione, visto che i target per le malattie professionali sono stati innalzati a fine settembre. Inoltre l’ente perde di continuo professionalità perché mancano incentivi alla permanenza stabile, tra alti costi della vita, procedure informatiche inefficienti e deficit di supporto tecnico diretto. La Direzione Regionale tende a minimizzare le criticità ma l’Inail è oltre il disagio organizzativo, è in crisi strutturale. E questo logora i dipendenti, che erogano il servizio con atti di dedizione individuale invece che attraverso un processo ben definito”.
Quali sono le proposte sindacali per cambiare la situazione?
“Per superare la crisi d’organico e le difficoltà operative dell’Inail in Lombardia servono nuove strategie assunzionali e una risposta al caro-alloggi. Chiediamo che vi sia, per l’area assistenti, l’ingresso di giovani diplomati anche attraverso bandi di mobilità tra enti, in modo da poter intercettare chi già risiede o è domiciliato nella nostra regione e che magari sta completando gli studi universitari qui. È un modello già applicato. È incomprensibile che a livello centrale ci siano resistenze a queste assunzioni. Inoltre vogliamo rilanciare i contratti di formazione-lavoro e apprendistato e va garantita la stabilizzazione di tutto il personale ora in posizione di comando anche nell’Area degli Assistenti e non soltanto in quella dei Funzionari, per non disperdere competenze già formate e operative sul territorio. Anche dalle graduatorie delle procedure di mobilità inter-ente bisogna attingere integralmente – aggiunge Etrusco -. Ma occorre anche una copertura di tutti i posti vacanti per famiglia professionale e una revisione al rialzo della dotazione organica complessiva della regione. Un altro fattore cruciale è trattenere le lavoratrici e i lavoratori. Come si fa? Con incentivi ai neoassunti, con carichi di lavoro sostenibili e obiettivi di produzione rimodulati sulla base delle risorse umane e degli strumenti effettivamente disponibili. Abbiamo contestato la decisione di rialzare a fine settembre il target delle malattie professionali dal 60% al 90%, dopo che erano stati già contrattati nel sistema premiante integrativo lo scorso anno. È una decisione iniqua anche per le scoperture di organico. Alla Lombardia, in proporzione, viene assegnato un obiettivo più alto rispetto ad altre regioni che non hanno lo stesso mix di carichi elevati e vuoti di personale. Vedi i medici Inail di primo livello, quelli che visitano lavoratrici e lavoratori dopo un infortunio o una malattia professionale, valutano il grado di invalidità, autorizzano cure, protesi, riabilitazione: sono solo 40 invece che i 70 previsti e la mobilità straordinaria potrebbe farli diminuire ancora; mentre ai nuovi assunti servirà un’adeguata formazione prima di essere pienamente operativi”.
E rispetto alle innovazioni organizzative illustrate dal Direttore Generale?
“Il tema non cambia: per ogni riforma, dal Cup alla Direzione Organizzazione, le assunzioni di personale sono vincolanti. Alle lavoratrici e ai lavoratori non vanno dati ulteriori carichi, quando già sono in affanno – osserva Etrusco -. Importante è anche potenziare gli strumenti informatici e garantire un supporto tecnico costante nelle sedi territoriali. Auspichiamo che questa volta le nostre parole vengano ascoltate e non restino solo parole al vento”.