I sindacati: “Le lavoratrici e i lavoratori dell’Inl e di Anpal sono stufi della logica del costo zero e non si accontenteranno di promesse o impegni”
22 feb. 2022 – “Uno scempio” da “riparare”, per cui scenderanno in piazza e in sciopero venerdì 4 marzo. Sindacati e lavoratrici e lavoratori dell’Inl, l’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Anpal, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro, non mandano giù la discriminazione per cui, a differenza di tutti gli altri dipendenti ministeriali, quelli dei due enti strumentali del Ministero del Lavoro non avranno gli aumenti economici previsti nella bozza di un prossimo decreto (Dpcm) che prevede l’erogazione della perequazione delle indennità di amministrazione. Tradotto, un salario accessorio che va dai 1500 ai 2500 euro lordi l’anno.
Per Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Confintesa Fp, Confsal Unsa e Usb Pi si tratta di una “gravissima e inaudita esclusione” cui porre riparo attraverso la lotta.
Così in tutto il Paese, come in tutto il territorio lombardo, si stanno tenendo assemblee e iniziative in preparazione del 4 marzo che affiancherà allo sciopero una manifestazione nazionale.
A fare salire il livello della protesta c’è anche l’incoerenza per cui per un verso, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, si individuano obiettivi per contrastare il lavoro sommerso, e per l’altro, al momento almeno, non ci sono soldi per dargli gambe, stando al decreto del Ministero dell’Economia del 6 agosto 2021.
“Fa rabbia che, nella nostra Repubblica fondata costituzionalmente sul lavoro, dove le opportunità di lavoro vanno promosse e le sue condizioni di legalità e sicurezza vanno con determinazione e costanza vigilate, ci sia un misconoscimento del ruolo di lavoratrici e dei lavoratori preposti a queste funzioni – afferma Manuela Vanoli, segretaria generale della Fp Cgil Lombardia -. In Anpal da tempo assistiamo al triste paradosso di lavoratori con contratti precari e il compito di trovare lavoro alle persone. All’Inl il personale da anni opera tra tante criticità, a partire dalle carenze di organico. In un Paese – basti questo esempio – dove le morti sul lavoro sono purtroppo quotidiane e dove anche questa settimana, con la mobilitazione di Cgil Cisl Uil lanciata per fermare la strage, si chiede agli organi competenti di farsi carico della situazione, per garantire sicurezza a tutto tondo a chi lavora, bisogna fare di più, molto di più. E nella direzione giusta. Per questo lo sciopero del 4 marzo è una tappa verso i risultati auspicati”.