Milano, 10 luglio 2026 – Quando si parla di rinnovo del contratto del comparto Sanità pubblica, non si può far passare l’idea che ogni avanzamento per altri profili sia una minaccia per la propria categoria.
Gli autisti soccorritori sono parte integrante dell’emergenza extraospedaliera. Senza di loro il servizio non esiste: garantiscono sicurezza, gestione del mezzo, supporto operativo, continuità del servizio e spesso suppliscono a carenze organizzative che altri non vedono.
Sono, quindi, figure già presenti, che reggono il sistema ogni giorno. E per le quali, nel confronto sul rinnovo contrattuale 2025-2027, si apre finalmente la possibilità di un riconoscimento e di una valorizzazione.
C’è chi sostiene, invece, che queste lavoratrici e lavoratori, in assenza di un investimento economico adeguato, non vadano considerati. Ma questa logica corporativa rischia di trasformarsi in un messaggio divisivo: prima noi, gli altri dopo.
Non solo è una logica discriminante ma non fa bene a nessuno, nemmeno agli infermieri, che ogni giorno lavorano fianco a fianco con i soccorritori, condividendo responsabilità, rischi e complessità operative.
Le risorse economiche sono fondamentali e FP CGIL lo sostiene con determinazione. Al punto da non aver firmato il CCNL scorso, visto che gli stanziamenti non coprivano nemmeno l’inflazione. Quel contratto era inoltre impresentabile e svilente per tutte le categorie.
Ma i finanziamenti non possono diventare il pretesto per lasciare indietro qualcuno a vantaggio di altri.
La nostra visione del SSN è olistica: il tutto è maggiore della somma delle singole parti e il rinnovo del CCNL deve riconoscere il valore di tutti i profili del soccorso e della medicina di prossimità.
L’emergenza extraospedaliera e la medicina territoriale sono fatte di professionalità diverse, tutte essenziali nel loro insieme.
Continueremo, pertanto, a rivendicare, anche come FP CGIL Lombardia, il giusto riconoscimento di tutte le diverse professionalità: soccorritori, infermieri su MSA/MSB (Mezzo di Soccorso Avanzato e di Base), TRRD (Team di Risposta Rapida Domiciliare), operatori delle Centrali Operative, infermieri di famiglia, tecnici, amministrativi, personale di supporto e tante altre figure troppo spesso dimenticate. Nessuna va lasciata indietro.
In Sanità vale il principio del lavoro di équipe: ognuno contribuisce al processo di diagnosi, cura e assistenza con la propria professionalità. È così che il sistema funziona, ed è così che deve essere riconosciuto.
Come FP CGIL Lombardia continuiamo a sostenere, nel confronto che la FP CGIL conduce al tavolo nazionale, un contratto che non divida, ma valorizzi ogni lavoratrice e ogni lavoratore dell’emergenza-urgenza e della medicina territoriale.
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