Alla Camera del Lavoro di Milano il confronto su autonomia della magistratura e funzionamento della giustizia. Conclude Serena Sorrentino, presidente della Commissione Programma Fondamentale della Cgil
6 mar. 2026 – Si avvicina il voto del 22 e 23 marzo sul referendum sulla giustizia e cresce il confronto pubblico sulle ragioni del NO. In questo contesto – nel percorso di sensibilizzazione avviato dalla Confederazione – la Fp Cgil Lombardia organizza un’iniziativa pubblica giovedì 19 marzo, alle ore 10, nella Sala Buozzi della Camera del Lavoro di Milano (corso di Porta Vittoria 43).
L’incontro sarà moderato da Americo Fimiani, segretario organizzativo Fp Cgil Lombardia, e introdotto dal segretario generale della categoria Catello Tramparulo. Interverranno Dino Pusceddu, segretario Fp Cgil Lombardia con delega alle Funzioni Centrali, Guglielmo Leo, ex magistrato e coordinatore del Comitato “Giusto dire No” di Milano, Ettore Zanoni, avvocato penalista del Foro di Milano, e Maria Agostina Cabiddu, costituzionalista, ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico al Politecnico di Milano.
Le conclusioni saranno in capo a Serena Sorrentino, presidente della Commissione Programma Fondamentale della Cgil.
L’iniziativa vuole mettere al centro il funzionamento della giustizia: tempi dei processi, condizioni di lavoro negli uffici giudiziari, autonomia della magistratura e diritti di cittadine e cittadini.
“La riforma Nordio non affronta i problemi reali della giustizia – afferma Catello Tramparulo -. Non riduce i tempi dei processi, non colma le carenze di organico, non stabilizza il personale precario che negli ultimi anni ha garantito il funzionamento degli uffici. Al contrario interviene sull’assetto costituzionale della magistratura, mettendo a rischio l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della giurisdizione. Inoltre – aggiunge -, per noi Fp Cgil, che rappresentiamo le lavoratrici e i lavoratori di questo settore, la priorità è un’altra: più personale, stabilizzazioni, investimenti organizzativi e tecnologici, condizioni di lavoro adeguate in sedi altrettanto adeguate, nel rispetto della salute e sicurezza di tutti. È su questi terreni che si migliora davvero il servizio ai cittadini. Per queste ragioni riteniamo fondamentale votare NO al referendum”.