La categoria sindacale scrive al Prefetto e alle amministrazioni pubbliche del territorio per chiedere l’ampliamento temporaneo dello smart working e altri interventi: con la viabilità compromessa e i costi di trasporto in aumento, il rischio è un nuovo colpo alle retribuzioni.
15 apr. 2026 – Anche a Pavia la mobilità quotidiana sta diventando un costo sempre più pesante. Il prezzo dei carburanti cresce, mentre la viabilità provinciale si restringe tra cantieri, manutenzioni urgenti e ponti chiusi.
La Fp Cgil pavese, in linea con l’iniziativa assunta a livello nazionale nei confronti del ministro per la Pubblica amministrazione, ha scritto al Prefetto e alle amministrazioni pubbliche del territorio per chiedere l’ampliamento temporaneo delle giornate di lavoro agile e l’adozione di ulteriori misure a tutela del potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori.
“L’attuale contesto internazionale sta producendo rilevanti effetti sui mercati energetici, lasciando presagire una nuova crisi negli approvvigionamenti di carburante”, scrivono Daniele Pirri, segretario generale, e Stefania De Biase, segretaria. A questo si aggiunge una condizione locale già critica: “la presenza di numerose chiusure di strade e ponti dovute a interventi di manutenzione e lavori urgenti, necessari a garantire la sicurezza della cittadinanza”.
C’è anche un tema temporale concreto se, “nel periodo estivo”, questi interventi comporteranno “la probabile – se non certa – chiusura completa (e non più a senso alternato o per fasce orarie) di tratti della viabilità cruciali per i collegamenti del territorio”.
Da qui il pungolo alle amministrazioni. “Appare necessario e prioritario adottare misure volte al contenimento degli impatti economici derivanti da questa nuova crisi, che rischia di gravare in primo luogo su lavoratrici e lavoratori”. Il primo passo chiesto dalla Fp Cgil Pavia è di “attivare tutte le iniziative necessarie a promuovere, nelle amministrazioni pubbliche della provincia, ove possibile, un più ampio ricorso al lavoro agile, incrementando il numero di giornate svolte in modalità da remoto, al fine di ridurre l’impatto dell’aumento dei costi di trasporto”.
Ma non basta. Pirri e De Biase chiedono anche di “adottare ulteriori provvedimenti volti a evitare che gli effetti della crisi energetica, aggravati dalla situazione della viabilità territoriale, determinino un ulteriore impoverimento delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, con conseguente perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni”.
Quindi – domandiamo noi a loro – che funzione assolve oggi il lavoro agile?
“In una provincia dove la viabilità è un labirinto interrotto, il lavoro agile non è più soltanto uno strumento organizzativo ma diventa una necessità a tutela della dignità salariale – rispondono i due dirigenti sindacali -. Il lavoro ha il suo valore, non può finire bruciato tra un ponte chiuso e un pieno di benzina. La lotta per il lavoro agile oggi è lotta anche per la salvaguardia retributiva”.