Chiara Agosti (Fp Cgil) “Siamo di fronte a un effetto domino molto grave, per i diritti delle persone, per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”
25 ago. 2026 – Proseguono imperterrite le privatizzazioni di pezzi della sanità pubblica lombarda. A denunciare il nuovo caso è la Fp Cgil Cremona che, con la Confederazione e lo Spi territoriali, ha espresso la propria contrarietà e preoccupazione per l’esternalizzazione dell’Ospedale di Comunità di Cremona. Ma non solo.
“Sono stati ceduti a terzi prima la Medicina dell’Ospedale Oglio Po e gli Ospedali di Comunità di Soresina e Casalmaggiore. Dal prossimo ottobre, lo sarà anche l’Ospedale di Comunità di Cremona. Inoltre, salvo auspicabili retromarce, l’intero reparto di Medicina dell’Ospedale Maggiore di Cremona potrebbe ora essere del tutto esternalizzato: infatti anche il personale infermieristico, dopo quello Oss, passerà tra poco alla gestione di soggetti privati. Siamo di fronte a un effetto domino molto grave, per i diritti delle persone, per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, afferma Chiara Agosti, segretaria della Fp Cgil cremonese.
Ma queste scelte non partono dalla carenza di personale?
“La carenza di organici non va usata come pretesto che porta a una scelta obbligata. Il personale non solo manca ma va anche trattenuto e fidelizzato con condizioni di lavoro adeguate e attrattive. Come Fp Cgil lo ribadiamo da tempo. Non siamo di fronte a un’emergenza transitoria ma a un fenomeno strutturale, come strutturale sta diventando pure, purtroppo, la cessione sistematica di questo fondamentale servizio pubblico – risponde Agosti -. In sostanza, i vertici dell’Asst preferiscono la deresponsabilizzazione, rinunciando al ruolo di governo pubblico per lanciare il pallino in mano ai privati. Ma quel pallino è un bene comune”.
Il Pnrr non doveva dare una mano?
“Lo abbiamo detto tante volte, come Cgil, che erigere Case e Ospedali di Comunità senza al contempo investire sulle lavoratrici e i lavoratori necessari per farli funzionare si sarebbe rivelata un’operazione di facciata. Le risorse europee del piano nazionale di ripresa e resilienza sono servite a costruire le mura fisiche delle strutture che, senza personale, vengono prontamente concesse al privato. Alla rete territoriale mancano risorse umane ed economiche, mentre abbondano le difficoltà operative e cambi di rotta che acuiscono la confusione organizzativa, con la conseguente demotivazione delle operatrici e degli operatori e una sanità di prossimità sempre più in affanno. In questo contesto, il ‘modello lombardo’ inaugurato in era formigoniana viene fatto avanzare in modo inesorabile. Un modello peraltro ospedalocentrico, orientato alle singole prestazioni invece che alla presa in carico complessiva dei pazienti”.
Qual è l’impatto su chi lavora in sanità pubblica?
“Prendiamo ad esempio la prevista esternalizzazione totale del reparto di Medicina dell’Ospedale di Cremona. Per chi lavora, questo comporta frammentazione contrattuale: cioè all’interno del presidio ospedaliero lavoreranno fianco a fianco dipendenti pubblici, cui viene applicato il contratto della sanità pubblica, e lavoratrici e lavoratori privati esternalizzati, con contratti, tutele e salari differenti e sicuramente inferiori. La Cgil tutta dallo scorso maggio è impegnata nella raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: una per difendere e rafforzare il Servizio sanitario nazionale (contro la visione della salute come merce per i profitti privati), l’altra per sostenere i diritti di chi lavora negli appalti. In sanità le due questioni si intrecciano: ribadiamo come un mantra il principio per cui per uno stesso lavoro devono esserci stesso contratto, stesso salario e stessi diritti. Comprimere il costo del lavoro e comprimere i diritti con le esternalizzazioni non è la strada. Nemmeno per reperire nuovo personale!”, aggiunge Agosti, rilevando il paradosso.
Quali sono le rivendicazioni della Cgil rispetto alla situazione della sanità cremonese?
“Chiediamo che Asst Cremona e Regione Lombardia fermino il ricorso a nuove esternalizzazioni. E chiediamo di aprire subito un tavolo di confronto perché, in modo trasparente, si programmino assunzioni stabili, si proceda a nuovi modelli organizzativi e alla valorizzazione del personale. La priorità per noi è che si investano risorse pubbliche per garantire una sanità equa, universale, dignitosa e tutta pubblica”.