Farano (Fp Cgil): “Siamo davanti al rischio concreto che venga progressivamente indebolita la capacità dello Stato di garantire legalità nel mondo del lavoro”.
3 ago. 2026 – In quanto a servizi ispettivi in capo all’Ispettorato del Lavoro, Varese è maglia nera d’Italia. Lo denuncia la Fp Cgil locale, attraverso il segretario generale Davide Farano.
“L’Ispettorato territoriale varesino ha una scopertura di organico di circa il 74%, dai dati disponibili risulta la più alta dell’intero Paese. Cioè, a fronte dei 119 dipendenti previsti, le lavoratrici e i lavoratori sono 31. Siamo davanti a molto più di una carenza, questo è un collasso funzionale di servizi essenziali e strategici, a danno di sicurezza e legalità che fanno, viceversa, il gioco dello sfruttamento e della concorrenza sleale – evidenzia Farano -. Meno ispettrici e ispettori significa, infatti, meno controlli nei cantieri e nelle aziende, aumentando il rischio di infortuni e morti sul lavoro che rappresentano già una brutta piaga italiana. Con meno personale ispettivo, si indebolisce la lotta al lavoro nero, al caporalato e all’evasione contributiva e si danneggiano le imprese oneste che rispettano le regole”.
Il dirigente sindacale mette poi in luce un paradosso economico paragonando l’Itl varesina a “un motore senza freni. C’è una sproporzione tra la ricchezza prodotta dal nostro territorio e l’assenza di controlli. La provincia di Varese rappresenta circa l’1,5% della popolazione e della ricchezza nazionale, ma dispone appena dello 0,56% del personale ispettivo realmente operativo. È una sproporzione senza precedenti, che lascia un territorio economicamente rilevante con una capacità di vigilanza fortemente indebolita”.
Il tema ha implicazioni pesanti, appunto. Il nodo politico è “l’arretramento dello Stato e il rischio per la democrazia. La carenza di ispettrici e ispettori del lavoro si traduce in un’erosione dei presidi di legalità. Senza controlli non c’è sicurezza, senza sicurezza non ci sono diritti, e senza diritti la stessa democrazia diventa più vulnerabile”.
Che fare, quindi?
“La Fp Cgil chiede misure straordinarie: procedure di mobilità per personale già formato proveniente da altre amministrazioni, un utilizzo più efficace del lavoro agile e del coworking tra le sedi, lo stop a ulteriori depauperamenti dell’organico e investimenti nella digitalizzazione e nell’innovazione tecnologica. Per questo chiediamo al Governo e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro un intervento immediato – risponde Farano -. Servono persone, risorse e una scelta politica che restituisca all’Ispettorato gli strumenti necessari per svolgere il proprio compito. Per dare una spinta a questi interventi necessari, a settembre organizzeremo iniziative di mobilitazione territoriale. Rivolgiamo fin da ora un appello alle cittadine e ai cittadini perché partecipino: Varese deve smettere di essere maglia nera e l’Ispettorato deve tornare ad avere gambe, fiato e strumenti per far rispettare le regole”, conclude il segretario generale.