Docenti e studenti insieme per il pagamento degli arretrati e la continuità dei percorsi formativi. Lodetti (Fp Cgil Bergamo): “Vogliamo che si trovino misure tempestive e concrete per salvare la situazione”
21 ott. 2026 – Un Open Day paradossale, quello di oggi, organizzato da JobsAcademy. Infatti, mentre la Fondazione apre le porte a possibili nuove iscrizioni, allieve e allievi vivono nell’incertezza sul loro futuro formativo e il personale docente ha gli stipendi bloccati da mesi.
Per questo, in concomitanza con l’Open Day, dalle 17.30 alle 19.30, davanti alla sede di via del Convento 1 a San Paolo d’Argon, la Cgil di Bergamo, con il Nidil e la categoria della Funzione Pubblica, ha promosso le “lezioni in piazza”.
Diego Lodetti, sindacalista della Fp Cgil Bergamo, infila le questioni della vertenza in una carrellata:
“Ci sono circa 780 studenti e studentesse che non sanno se potranno continuare il loro percorso di studi. Docenti e collaboratori non vengono retribuiti dallo scorso febbraio e in diversi casi gli arretrati raggiungono decine di migliaia di euro. La Fondazione, nonostante le rassicurazioni date a settembre sul proseguimento didattico, ha rinviato le lezioni del biennio 2024-2026 e fatto slittare gli esami finali a dicembre. Solo dalla stampa abbiamo appreso, inoltre, che Regione Lombardia ha avviato l’iter per revocare gli accreditamenti. Insomma… crediamo di avere tante buone ragioni per rivendicare che, prima di accogliere nuovi allievi, servano chiarezza e garanzie sul futuro della formazione professionale e il pagamento immediato di tutti gli arretrati alle lavoratrici e ai lavoratori”.
Quindi la didattica in questi mesi è stata comunque garantita?
“Sì, per senso di responsabilità i docenti hanno continuato a fare il loro mestiere ma la corda, se si tira troppo, alla fine si spezza. Non si vive d’aria, il lavoro va retribuito, gli stipendi non sono una concessione ma un diritto! – incalza Lodetti -. Abbiamo scelto come forma di mobilitazione le lezioni in piazza come atto politico e simbolico con cui lavoratrici, lavoratori e studenti affermano il valore della formazione e la dignità del lavoro. Gli ostacoli sono causati dai mancati pagamenti e da problemi amministrativi da parte della Fondazione”.
Questa protesta attiva sta unendo docenti e studenti.
“Certo. Da parte degli studenti c’è la denuncia di aver speso soldi e dedicato tempo per i corsi e quindi giustamente rivendicano di avere lezioni regolari, esami certi, e di poter chiudere il loro percorso con un titolo di studio riconosciuto. Non vogliono essere trattati come ‘numeri’ ma come ragazze e ragazzi che hanno ‘obiettivi, sogni e progetti di vita’, come da loro stessi messo nero su bianco in una dichiarazione comune. Da parte del personale docente e dei collaboratori – prosegue Lodetti -, la dedizione finora mostrata parla da sé, e non sono certo loro a voler fermare la scuola. Va segnalato che al fianco della nostra vertenza si è aggiunta anche Federconsumatori Bergamo, che chiede, con noi, alla Regione di esercitare il suo ruolo di controllo e di garantire trasparenza. E vogliamo che si trovino misure tempestive e concrete per salvare la situazione”.
