28 Nov 2022
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Fase 2 / Rossi (Fp Cgil Bergamo): ‘mettere in sicurezza ospedali e case di riposo’

Il segretario generale della categoria orobica chiede a Regione Lombardia, Ats e Asst di gestire “la nuova fase con più saggezza, accortezza e lungimiranza”

4 mag. – “Evitare che ancora una volta i luoghi dove si produce salute diventino veicoli di contagio”. Roberto Rossi, segretario generale Fp Cgil Bergamo, lo afferma in un comunicato stampa diffuso oggi e lo ribadisce a noi: “Oggi parte la fase 2, cioè l’allentamento di alcune misure prese per arginare la diffusione del coronavirus. Meno divieti e ripartenza di diverse attività produttive significa che, a maggior ragione, ospedali e case di riposo vanno messi in sicurezza. Non possiamo più permetterci, in Lombardia, gli errori che sono stati fatti da quando è partita la pandemia”.

La Fp Cgil da subito aveva denunciato le criticità emerse con la diffusione del virus: la carenza di dispositivi di protezione individuale per il personale ospedaliero e delle case di riposo; una sorveglianza sanitaria partita troppo tardi, con tamponi fatti col contagocce e operatrici e operatori asintomatici intanto ad assistere le persone; nelle strutture, non sempre per tempo e con efficacia la necessaria differenziazione dei percorsi per materiale sporco e pulito.

Com’è la situazione ora? “I segnali che ci arrivano non lasciano tranquilli. Mentre le attività ambulatoriali riprendono slancio – ed è comprensibile dopo lo stop di questi mesi –, non lo ha l’organizzazione dei percorsi interni agli ospedali pulito-sporco – risponde Rossi -. Non va affatto bene che certe aziende sanitarie silenzino i dipendenti che fanno emergere le criticità né che i numeri dei decessi da Covid e gli esiti dei tamponi vengano trasmessi con dati non ufficiali. Nemmeno ci piace che aleggi ancora la possibilità di uno scudo penale per tutti i dirigenti della sanità che hanno gestito l’emergenza Covid-19: sarebbe un colpo di spugna inaccettabile sulle responsabilità da accertare – e qui confidiamo nel lavoro delle Procure -, dopo il tentativo di Salvini con il suo vergognoso emendamento al Cura Italia”.

Quindi? “Regione Lombardia, Ats e le Asst della nostra provincia gestiscano ora la nuova fase con più saggezza, accortezza e lungimiranza: proteggendo il personale delle strutture coinvolte nella cura e nell’assistenza delle persone con tutti gli strumenti e la profilassi sanitaria del caso. Diversamente, e se dovessero riprendere a salire i contagi e i decessi, questa seconda fase potrebbe essere anche peggiore della prima”.