22 May 2026
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Sanità lecchese / La cura messa a gara

corridoio ospedale

L’Asst vuole affidare ai privati l’intera gestione degli Ospedali di Comunità di Merate e Introbio. Teresa Elmo (Fp Cgil): “Il diritto alla salute non si esternalizza, si garantisce”.

22 mag. 2026 – L’Azienda socio sanitaria territoriale di Lecco ha indetto una gara europea da circa 11 milioni di euro per affidare a privati, per i prossimi sei-otto anni, l’intera gestione dei nuovi Ospedali di Comunità di Merate e Introbio: assistenza sanitaria compresa, oltre a pulizie, ristorazione, lavaggio e noleggio della biancheria, logistica e manutenzione.

La deliberazione dell’Asst dell’8 maggio 2026 ha sollevato le proteste di Fp Cgil e Uil Fp territoriali, che denunciano come questa esternalizzazione sia “un ulteriore arretramento della sanità pubblica”.

Facciamo il punto con Teresa Elmo, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil Lecco.

Intanto, ricordiamo il ruolo degli Ospedali di Comunità?

“Gli Ospedali di Comunità sono strutture sanitarie territoriali per pazienti che non hanno bisogno di un ricovero ospedaliero acuto, ma non possono ancora essere seguiti solo a domicilio. Dovrebbero garantire cure intermedie, continuità assistenziale e presa in carico vicino a casa. Il punto è proprio questo: sono stati pensati per rafforzare la sanità pubblica territoriale. Affidarli ai privati significa cambiare direzione prima ancora di aprirli davvero”.

Quali sono i timori per questa gara d’appalto?

“Con i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si costruiscono gli edifici sanitari e poi lo Stato rinuncia alla gestione diretta. È paradossale investire nelle infrastrutture ma non nel personale! Invece di assumere infermieri e professionisti per rafforzare i presidi pubblici già in sofferenza di Lecco, Merate e Bellano, Asst preferisce comprare il servizio all’esterno, scaricandolo sul sistema cooperativo – osserva la dirigente sindacale -. Considerare la salute una voce di costo da ottimizzare è una visione pericolosa. La logica dell’appalto spinge sempre al ribasso. Se chi vince deve fare profitto su una cifra fissa, spesso e volentieri taglia sulle tutele e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo si riflette inevitabilmente sulla qualità delle cure e sulla sicurezza offerta a cittadine e cittadini”.

Il tema dei contratti si lega al lavoro povero?

“La delibera dell’Asst fa esplicito riferimento al contratto nazionale delle Cooperative Sociali, che ha paghe e tutele molto più basse rispetto al contratto della Sanità Pubblica. Questo significa che avremo professioniste e professionisti che fanno lo stesso lavoro, tra le stesse pareti, ma con stipendi e diritti diversi: è dumping contrattuale, discriminazione economica e normativa. E quando il lavoro è precario o sottopagato, è più difficile garantire quella continuità assistenziale di cui i pazienti degli Ospedali di Comunità hanno bisogno”.

Cosa chiedete alla Asst Lecco?

“Questa corsa all’esternalizzazione va fermata. Se permettiamo che gli ospedali diventino contenitori gestiti da privati al miglior offerente, perdiamo il controllo sulla qualità dei nostri servizi. Bisogna invece investire nelle assunzioni dirette. I costi di questo appalto rischiano di gravare sul bilancio aziendale senza lasciare nulla di strutturale al nostro territorio. Serve inoltre trasparenza, perché ora manca totalmente e qui condividiamo in pieno anche la denuncia della Rsu: senza confronto preventivo e senza trasparenza organizzativa, le relazioni sindacali vengono svuotate proprio mentre si prendono decisioni decisive per il futuro dei servizi”.

Il tema incrocia le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità e appalti promosse dalla Cgil.

“È così. Vogliamo il rilancio del Servizio sanitario nazionale, pubblico, universale e accessibile. Vogliamo fermare la giungla degli appalti, dove a parità di lavoro non corrispondono pari diritti, pari salario e pari dignità professionale. Firmare queste proposte significa dire no a una sanità al ribasso e sì a un sistema che anteponga le persone ai profitti. È un cambio di paradigma tanto urgente quanto ancorato ai valori della nostra Costituzione, che nel caso specifico di questa vertenza sindacale si può sintetizzare in: il diritto alla salute non si esternalizza, si garantisce”.