6 Dec 2021
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Igiene ambientale / Contratto, Rsu, salute e sicurezza

Ieri l’attivo Fp Cgil Lombardia delle delegate e dei delegati

5 mar.  – “Unitariamente e con Cgil Cisl Uil regionali, abbiamo sollecitato Regione Lombardia per un confronto in merito alla fase 2 della campagna vaccinale contro il Covid per il personale impiegato nei servizi pubblici essenziali, di cui fa piena parte il settore dell’igiene ambientale” Così ieri Davide Viscardi, segretario della Fp Cgil Lombardia, all’attivo regionale che la categoria ha organizzato con le delegate e i delegati di questo comparto.

Una riunione i cui temi principali di discussione sono stati il rinnovo contrattuale pubblico e privato e il rinnovo delle Rsu. Insieme, appunto, alla tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

A fare il punto sul tavolo per il rinnovo dei contratti Utilitalia e Fise ci ha pensato Massimo Cenciotti, coordinatore nazionale Fp Cgil. “La pandemia ha bloccato le trattative, riprese on line lo scorso novembre. Dai confronti aziendali nelle commissioni miste sui temi della salute e sicurezza e degli impianti non sono usciti documenti condivisi ma le elaborazioni di parte sindacale rappresenteranno la nostra piattaforma” racconta. Aggiungendo che tra marzo e aprile ci saranno tre incontri nazionali “per capire la volontà delle parti datoriali a rinnovare il contratto. Lo capiremo entro i primi di aprile. Il contesto è chiaro, il Covid ha portato a una contrazione delle risorse che pesa sui Comuni ma questo per le aziende non deve significare tagli a danno delle lavoratrici e dei lavoratori. Sarebbe una clamorosa beffa per loro – sottolinea -, sempre in prima linea in un servizio essenziale ed indifferibile qual è la raccolta dei rifiuti, inclusi quelli delle persone rimaste contagiate. Peraltro, è quanto è successo anche molti operatori e un numero significativo di loro è purtroppo deceduto”.

Cenciotti parla prima di parte normativa ed economica del ccnl, poi ribadisce il tema della salute e sicurezza (non solo per il virus ma anche rispetto alle malattie professionali, vedi quelle muscolo scheletriche) con anche indica la necessità di lavorare a un cambio culturale da parte delle aziende. Ancora, il sindacalista batte sulla salvaguardia del perimetro contrattuale: “L’appetito a fare a pezzi il contratto dell’igiene ambientale non rallenta”, dice, spiegando che in Italia, nel lavoro privato, non esiste l’obbligo a un contratto specifico per cui “ogni giorno è uno scontro rispetto all’applicazione del contratto di settore. Saranno anni duri e dovremo resistere”. In un contesto già provato da appalti, frammentazione e dumping contrattuale, concorrenza scorretta.

Per quanto concerne le elezioni delle nuove rappresentanze sindacali unitarie e degli Rls, previste nel 2021, lo scenario non è più roseo se “le aziende stanno facendo a pezzi il sistema della rappresentanza e non convocano la Cgil ai tavoli”. La sfida elettorale si preannuncia agguerrita. Nel frattempo, visto che le Rsu in essere sono decadute, “la rappresentanza è passata al solo carico delle strutture territoriali, anche in sede di trattativa, con referendum da svolgere tra le lavoratrici e i lavoratori in caso di accordi – afferma il coordinatore nazionale -. Partiranno ora una serie di riunioni e gruppi di lavoro per impostare il percorso della campagna elettorale e arrivare all’appuntamento preparati”.

Nel suo intervento Cenciotti ha anche anticipato un “risultato importante” raggiunto dai sindacati: nei prossimi giorni l’Inps emanerà una circolare sul fondo di solidarietà per cui, attraverso progetti aziendali, sarà possibile anticipare di due anni la fuoriuscita dei lavoratori, utile anche per il ricambio generazionale”.

Viscardi, dal canto suo, ha riferito dell’incontro della Fp Cgil regionale con Ambiente e Lavoro per definire un progetto formativo in continuità sulla sicurezza, “la cui finalità è quella di permettere ai nostri rappresentanti e delegati di poter disporre di adeguate conoscenze sui rischi lavorativi nei luoghi di lavoro”. Il percorso si articolerà in 11 moduli di 4 ore ciascuno che vanno dal rischio infortuni alla inidoneità sopravvenuta fino a un aggiornamento dei protocolli Covid. “Al termine del corso, superato con esito positivo il test di valutazione finale, verrà rilasciato l’attestato che certifica l’avvenuta formazione, valido a tutti gli effetti della normativa sulla sicurezza e salute sul lavoro – precisa Viscardi -. L’obiettivo primario è quello di rafforzare la correlazione fra attività di sorveglianza e prevenzione e attività sindacale”.

Il segretario ha anche annunciato “l’intenzione di promuovere, a livello regionale, un’iniziativa sul fondo complementare Previambente”. Per poi guardare alle Rsu: “Dobbiamo cominciare da subito a costruire le nostre delegazioni da proporre alle elezioni. L’essere stati travolti dalla situazione pandemica non ha consentito di avere un proficuo rapporto diretto con le lavoratrici e i lavoratori e per questo motivo dobbiamo promuovere assemblee in tutti i posti di lavoro per raccogliere tutte le loro istanze”.

Ancora, facendo sintesi dei problemi territoriali emersi dagli intervenuti all’attivo, Viscardi ha sottolineato: “In questo contesto difficile e ostile, in cui le parti datoriali si sottraggono al confronto sindacale, dobbiamo saper rispondere con forza e determinazione. La storia nostra, del mondo del lavoro, è stata costruita sulle lotte sindacali”. (ta)