6 Dec 2021
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Rems di Castiglione delle Stiviere / Le ripercussioni di una riforma in gran parte inattuata

Giusti e Trasforini (Fp Cgil Mantova): grandi le difficoltà delle operatrici e operatori, per cui chiediamo una migliore organizzazione, personale di supporto, formazione, sicurezza. Ma questa resta anche e ancora una battaglia di dignità e civiltà per le persone pazienti recluse

9 giu. 2021 – Al tavolo tecnico dello scorso maggio con la Asst Mantova hanno partecipato anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del sistema polimodulare di Castiglione delle Stiviere, cioè quello delle 8 Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, istituite con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari voluta dalla legge 81/2014.

“In quell’occasione, è stato creato un gruppo di lavoro per fare il punto sul protocollo siglato nel febbraio 2020 con la Prefettura e il Comune di Castiglione su vigilanza e sicurezza e proporre le modifiche necessarie – spiegano Elena Giusti e Morena Trasforini, rispettivamente segretaria generale e segretaria Fp Cgil Mantova –. La situazione che vivono le lavoratrici e i lavoratori in queste strutture sanitarie che recludono persone con problemi di salute mentale che hanno commesso un reato e che sono ritenute socialmente pericolose non è facile e tante sono le criticità”.

Ad esempio? “Dai sopralluoghi fatti dagli Rls, sono emerse carenze strutturali che non solo favoriscono i tentativi di fuga delle persone ma anche mettono a rischio una sorveglianza efficace. In questo contesto, il personale è messo costantemente a dura prova: va ripensata tutta l’organizzazione e i carichi di lavoro. Al tavolo tecnico si è deciso di attivare gruppi di gestione delle emergenze e audit costanti sugli eventi avversi, oltre che gruppi di miglioramento nelle strutture. Al prossimo tavolo del 22 giugno sarà fatto un report di queste attività, come di quanto fatto da Rsu e Rls per tutelare la salute e sicurezza degli operatori” rispondono le sindacaliste.

Quanti sono? “Attualmente ci sono circa 230 lavoratrici e lavoratori, ma l’avvicendarsi del personale è continuo. Le Rems sono un posto di lavoro particolarmente complicato e molte sono le richieste di mobilità ma anche tante quelle che vengono rifiutate. Far affiatare le equipes multiprofessionali (dove opera personale medico e infermieristico e psicologi, operatori socio assistenziali, assistenti sociali, educatori) con i neo assunti che sono poco formato non è semplice, quando bisogna mantenere l’efficienza e l’efficacia del servizio. Nelle 8 Rems ci sono oggi 165 persone, di cui 20 donne in un’unica unità. Il loro percorso terapeutico riabilitativo è individualizzato per la salute e l’inclusione sociale.”.

Lo scorso 20 maggio proprio dalle Rems di Castiglione, oltre che all’ospedale Poma di Mantova, è partita la mobilitazione unitaria territoriale per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Quali sono le priorità? “Va premesso che la legge di riforma del 2014 prevedeva che ogni regione si dotasse di residenze per il recupero di queste persone. Il sistema di Castiglione è il più grande d’Italia ma resta l’unico attualmente in Lombardia ed è per questo che qui le Rems sono definite provvisorie. Quella riforma è dunque in grande parte inattuata e questo è un grande tema, anche di dignità e civiltà, che non si può trascurare – affermano Giusti e Trasforini -. Su Castiglione sono stati investiti 31 milioni di euro per costruire 6 nuove residenze e 120 posti – continuano –. È fondamentale creare un sistema di videosorveglianza integrato ma anche, a maggior ragione in un contesto come questo, mettere in campo percorsi di formazione continua: sia sulla sicurezza sia, guardando anche al lavoro di equipe, specifica per il personale, visto che per via del Covid è mancata. Sono inoltre urgenti interventi di manutenzione ordinaria”.