Seguici
18 Ottobre 2021 - 18:19
HomeBresciaTribunale Brescia / Il riscatto necessario

Tribunale Brescia / Il riscatto necessario

Delegate e delegati Rsu si sono incontrati per “fare il punto”, racconta Fabio Basile della Fp Cgil

14 ott. 2021 – Nell’ambito della due giorni di mobilitazione nazionale unitaria delle lavoratrici e dei lavoratori della Giustizia, oggi al Tribunale di Brescia c’è stato un incontro delle delegate e dei delegati della Rsu.

“Abbiamo fatto il punto della situazione focalizzandoci sulle criticità, a partire dai carichi di lavoro eccessivi. Da quando gli uffici giudiziari hanno in carico anche quelli che erano servizi in precedenza gestiti dalle amministrazioni locali (manutenzioni, contratti dell’energia elettrica o gas, ecc.), ci siamo dovuti rimboccare le maniche in qualcosa che non era nelle nostre competenze. Mancano funzionari tecnici e siamo ancora lontani dall’essere autonomi. Non per niente a Brescia c’è una società esterna, Brescia Infrastrutture, che per conto della Procura Generale gestisce questi rapporti con le ditte esterne. Un’ulteriore esternalizzazione, quindi” racconta Fabio Basile, delegato Fp Cgil, che lavora all’Ufficio Ragioneria della Procura Generale. È al Palazzo di Giustizia da 10 anni, mentre nei 15 anni precedenti era dipendente del Comune di Concesio.

Sul nervo scoperto delle carenze di personale anche da queste parti non si è da meno, con “quota 100 che ha anticipato moltissimi pensionamenti tra funzionari e cancellieri. Ma anche gli autisti dei magistrati stanno scomparendo, nel nostro ufficio tra un anno e mezzo non ce ne sarà nemmeno uno. In altri uffici del distretto le auto sono già ferme e ci vogliono autorizzazioni speciali per fare richiesta di conducenti”. Basile più in generale rileva che “le nuove assunzioni previste riguarderanno l’Ufficio per il processo ma non le Procure”, per poi lamentare come Brescia patisca il doppio distretto giudiziario lombardo, per cui il suo comprensorio viene messo in secondo piano sulle dotazioni organiche rispetto a quello di Milano (tenendo conto del tessuto economico-produttivo, della popolazione e della gestione anche dei territori di Cremona, Mantova e Bergamo).

Il delegato della Fp Cgil riferisce poi come criticità il fatto che “ogni ufficio del personale all’interno del Palazzo di Giustizia adotta una sua interpretazione delle norme contrattuali. Questo spesso aumenta il conflitto tra dipendenti all’interno del Palazzo e le relazioni sindacali sono violate”.

Tra gli altri temi affrontati nella riunione odierna, ci sono gli accordi sottoscritti anni fa ma disapplicati. “Primo fra tutti quello delle progressioni economiche. L’accordo era di fare tre bandi, ne sono stati fatti due, e più di 8000 colleghe e colleghi, su 35mila complessivi in Italia, sono rimasti fuori da questa possibilità di progredire economicamente – dice Basile -.Anche sull’accordo sul Fua, il fondo delle risorse decentrate, non ci siamo. L’ultimo entrato nelle nostre tasche è quello del 2018. Si parla di un nuovo sistema di valutazione entrato in vigore dal 2020. Ma come fai a pagare le risorse decentrate di un anno con la valutazione fatta due anni prima? Se si parla di incentivare il personale non è possibile sottoscrivere gli accordi a distanza di tanti anni e con una valutazione lontana – sostiene Basile – . Stessa cosa per quanto riguarda le progressioni giuridiche, sono anni che aspettiamo gli scatti di carriera”.

Da ultimo il delegato ci tiene a fare “un appunto sulla formazione che da noi è pressoché inesistente. Se non ci attrezzassimo noi, saremmo lontani dal mondo, soprattutto per alcune categorie, vedi funzionari e cancellieri. Per le figure apicali può andare un po’ meglio mentre per i livelli più bassi è raro vedere corsi di formazione. Questo è assurdo, non si investe su di noi, siamo abbandonati a noi stessi”.