10 Feb 2026
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Comune di Como, è rottura totale: proclamato lo sciopero unitario l’11 febbraio

palazzo cernezzi comune di como

Macrì (Fp Cgil): “Qui il nodo non è soltanto salariale, conta il metodo. La contrattazione è stata sostituita da decisioni unilaterali”

2 feb. 2026 – Mercoledì 11 febbraio le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Como saranno in sciopero. La decisione unitaria arriva dopo la revoca di due provvedimenti economici che, complessivamente, valgono 179 mila euro e incidono sul premio di produttività di oltre 600 dipendenti.

Per Rsu e organizzazioni sindacali la responsabilità è in capo all’amministrazione comunale, che ha scelto di non contrattare.

Come spiega la segretaria della Fp Cgil Como, Stefania Macrì, “il confronto non è mai diventato una vera trattativa. Neppure dopo lo stato di agitazione e l’incontro in Prefettura del 10 dicembre scorso il sindaco ha modificato una linea che concentra le tutele su 22 posizioni di elevate qualifiche e scarica i costi sugli altri 602 lavoratrici e lavoratori”.

La vertenza riguarda il ritiro di una prima determina oggetto di confronto sindacale, seguito dalla revoca di una seconda, da 79 mila euro, estranea alla trattativa. Le due decisioni hanno prodotto un taglio complessivo di 179 mila euro, con una riduzione media di circa 287 euro a testa sul premio di produttività.

“Ma non è solo una questione economica. Al ritiro delle risorse si è aggiunto il blocco delle progressioni di carriera. In concreto, significa fermare i passaggi che consentono al personale di crescere professionalmente e salarialmente nel tempo, anche a fronte di esperienza e responsabilità maturate. Una scelta che incide sul futuro delle persone – considera Macrì – . Il messaggio che è arrivato è questo: o si accetta l’impostazione dell’amministrazione o si perdono risorse e diritti -, evidenzia la sindacalista -. Qui il nodo non è soltanto salariale, conta il metodo. La contrattazione è stata sostituita da decisioni unilaterali. Le regole, invece, si discutono. Ed è questo che ci preoccupa oggi, perché mette in allarme anche la contrattazione del 2026. L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha deciso di non firmare accordi in queste condizioni. Lo sciopero dell’11 febbraio nasce per contestare il rifiuto del confronto come strumento di governo del lavoro pubblico”.

Qui il comunicato stampa unitario >>>