Dopo i gravi episodi tra Cps e Pronto Soccorso di Vimercate, la Fp Cgil Monza Brianza, con Susanna Cellari, chiede ad Asst Brianza interventi immediati nei presìdi ospedalieri e territoriali: vigilanza, barriere fisiche, allarmi rapidi e più personale
11 mag. 2026 – Quanto successo nei giorni scorsi al Centro psico-sociale (Cps) e al Pronto soccorso di Vimercate conferma una “falla sistemica nei protocolli di sicurezza che mette quotidianamente a rischio l’incolumità fisica e psicologica di chi garantisce il diritto alla salute”, come rimarcato ad Asst Brianza dalla Fp Cgil Monza Brianza con Susanna Cellari.
Il problema non riguarda solo l’aggressore, che ha ferito diverse lavoratrici e lavoratori e causato “ingenti danni alle strutture”, ma anche l’assenza di difese adeguate. Secondo la Fp Cgil, le aziende sanitarie devono superare la solita “solidarietà di rito” quando il rischio è diventato “realtà quotidiana” per chi opera nei servizi sanitari.
“Il punto critico sono i presìdi decentrati, veri e propri avamposti lasciati soli. Alla Casa di Comunità di Vimercate, il personale del Cup e dell’Accoglienza lavora ancora in spazi totalmente aperti, senza nemmeno una vetrata di protezione. In pratica, sono esposti al contatto diretto con chiunque decida di alzare le mani. È inaccettabile”, attacca Cellari.
La strategia della Fp Cgil, in sostanza, è che la sicurezza non si fa solo con la vigilanza ma cambiando l’organizzazione del lavoro. Il sindacato mette qui il dito nella piaga: i lunghi tempi d’attesa possono essere la “miccia” che innesca la rabbia di un’utenza sempre più aggressiva e la violenza va sempre condannata e fermata, ma anche, e soprattutto, prevenuta.
Le richieste della categoria sono coerenti con la denuncia, a partire da “un tavolo di confronto specifico con le parti sindacali sul tema della sicurezza nei presìdi ospedalieri e territoriali. La Fp Cgil rivendica interventi immediati, con una vigilanza fissa sulle 24 ore nei pronto soccorso e rafforzamento della sorveglianza nelle strutture territoriali, barriere fisiche urgenti per tutte le postazioni di front-office, Cup e Accoglienza. Più coordinamento con le Forze dell’Ordine con protocolli specifici per garantire tempistiche celeri in caso di episodi violenti. E ancora, sistemi di allerta rapida (i ‘panic button’) collegati alla vigilanza per le sedi isolate. Un’analisi dei carichi di lavoro per disinnescare lo stress prima che diventi aggressione. Ultimo, ma non per importanza, investimenti per potenziare il personale e ridurre i tempi di attesa delle prestazioni”, specifica Cellari.