19 May 2026
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Inl / Gabriele Macchia, neo-coordinatore Fp Cgil Lombardia

Gabriele Macchia card

“L’ente potenzialmente è come una Ferrari ma viaggia in prima. La mancanza di investimenti politici e strategici ne impedisce il pieno sviluppo”

18 mag. 2026 – Gabriele Macchia, 36 anni, di Bari, da quattro anni ispettore del lavoro di vigilanza ordinaria all’Ispettorato territoriale del lavoro di Bergamo, è stato nominato coordinatore regionale Inl della Fp Cgil Lombardia. La nomina è stata formalizzata oggi dal segretario Dino Pusceddu, nel corso del coordinamento regionale della categoria.

“Ho una laurea in giurisprudenza e l’abilitazione all’avvocatura, prima di trasferirmi a Bergamo, dopo aver vinto un concorso, lavoravo come assistente amministrativo per il Tribunale di Bari”, dice subito di sé Macchia.

Perché hai deciso di lasciare il Ministero della Giustizia?

“Avevo un inquadramento non in linea con il mio percorso di studi, volevo una maggiore coerenza professionale. Inoltre non lavoravo in condizioni soddisfacenti in Tribunale tra disorganizzazione cronica, lentezze, deficit tecnologico, pagamento degli straordinari tramite riposi compensativi anziché remunerazione economica, per dire alcune criticità. Cercavo qualcosa di più motivante per me”, racconta.

E l’hai trovato, all’Inl?

“Sì, quello dell’ispettore è un lavoro molto motivante. La missione sociale dell’Ispettorato è la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e cercare di riequilibrare il rapporto di forza dispari tra loro e il potere datoriale – risponde – Vigiliamo sulla salute e sicurezza (secondo il decreto legislativo 81/2008) e sul rispetto dei contratti, dalle buste paga ai rinnovi, fino alle verifiche contributive e assicurative. Spaziamo in ogni settore, dall’industria ai pubblici esercizi, come garanti della legalità”.

Sono solo rose e fiori?

“Tutt’altro. L’Inl deve affrontare ostacoli sistemici che ne limitano l’efficacia e il primo è la scarsa volontà politica. L’ente potenzialmente è come una Ferrari ma viaggia in prima marcia. La mancanza di investimenti politici e strategici ne impedisce il pieno sviluppo. Se ci fosse un vero investimento, potremmo correre: servono sistemi informatici potenziati, banche dati efficienti e un rafforzamento delle tutele per gli ispettori. Inoltre, soffriamo la mancanza di un’autonomia reale come agenzia, a differenza di quanto avviene per l’Inps o l’Inail”.

Ci sono carenze di personale?

“La situazione del personale in Lombardia riflette una tendenza nazionale di sottodimensionamento rispetto alle piante organiche previste, anche se gli obiettivi vengono tarati sulle lavoratrici e i lavoratori effettivamente disponibili, utilizzando l’indice Fte (Full-time equivalent). Gli obiettivi vengono modulati per essere raggiungibili, ma una carenza di ispettori si traduce inevitabilmente in un minor numero di controlli sul territorio”, evidenzia. Per poi passare a un suo chiodo fisso. “Ritengo necessaria la creazione di un reale coordinamento ispettivo unico, con diverse specialità, per superare la frammentazione attuale delle ispezioni (in capo oltre che all’Inl, all’Inps, all’Inail, all’Ats e alla Guardia di Finanza). L’attuale assetto genera sovrapposizioni che andrebbero superate per rendere la vigilanza più efficace e senza dispersione di risorse pubbliche”.

In qualità di neo-coordinatore regionale Fp Cgil, quali sono le priorità?

“Un maggior coordinamento tra le delegate e i delegati, una maggior organizzazione per unificare le varie problematiche negli istituti territoriali e poterle così presentare in modo coerente agli organi superiori, nell’ottica di migliorare sia l’efficienza operativa dell’ente sia il benessere professionale delle lavoratrici e dei lavoratori. Una problematica specifica riguarda i costi sostenuti dagli ispettori per lo svolgimento delle proprie funzioni – spiega -. A Bergamo, ad esempio, un ispettore deve pagare di tasca propria circa 120 euro annui solo per il pass Ztl. Mio obiettivo è ottenere convenzioni analoghe a quelle delle Forze dell’Ordine per coprire spese di parcheggio, pass e trasporti ferroviari. Naturalmente – prosegue – un tema cardine continua a essere il potenziamento strutturale: aumento degli organici e ammodernamento tecnologico degli strumenti di lavoro. Infine, bisogna sbloccare le relazioni con i vertici dell’Ispettorato, per poter avviare un’interlocuzione più proficua, costante e costruttiva”.

“La storia di Macchia è paradigmatica del rapporto attuale tra le giovani generazioni e il pubblico impiego. Ricerca di migliori condizioni di vita, di valorizzazione professionale, di nuove sfide. Parliamo di professionisti orgogliosi del proprio lavoro, che cambiano e si mettono in gioco. E la pubblica amministrazione fatica a capire questo mondo, a riconoscerlo e a trattenerlo con una valorizzazione anche economica. Gabriele coordina un ente fondamentale, oggi sotto attacco nonostante il ruolo decisivo di tutela dei lavoratori, delle lavoratrici e della legalità del lavoro. Ma rappresenta anche una generazione che sta diventando sempre più protagonista”, commenta Dino Pusceddu, segretario Fp Cgil Lombardia.