10 Jun 2026
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Cultura in sciopero il 12 giugno: Fp Cgil e Nidil Lombardia in piazza per assunzioni, salari dignitosi e contro il precariato

volantino

Milano, 10 giugno 2026 – Il prossimo 12 giugno, le lavoratrici e i lavoratori della cultura incroceranno le braccia. Lo sciopero, indetto a livello nazionale dalla Funzione Pubblica CGIL con l’adesione di Nidil CGIL, vedrà in Lombardia un presidio regionale a Milano, davanti alla Pinacoteca di Brera, dalle ore 10 alle 12, un presidio territoriale a Brescia, di fronte al Capitolium, in piazza del Foro dalle 10.30 alle 12, un volantinaggio a Mantova, alle 10, in Piazza Sordello. La mobilitazione riguarda l’intera giornata e coinvolge il personale del Ministero della Cultura, le lavoratrici e i lavoratori con contratto Federculture e chi opera nella filiera culturale con lavoro somministrato, autonomo o precario.

Il settore è sottofinanziato, segnato da un uso distorto degli appalti, dal ricorso a partite IVA spesso fittizie e contratti pirata, e da un precariato che resta una delle criticità più gravi e diffuse. A questo si sommano carenze di organico, salari inadeguati, compensi insufficienti anche per il lavoro autonomo, straordinari non pagati, tutele previdenziali deboli per carriere discontinue e una crescente frammentazione dei diritti. Sono condizioni che penalizzano la qualità del lavoro e la valorizzazione del patrimonio italiano, fondamentale per il nostro Paese. La cultura produce valore economico e sociale, ma continua a essere trattata come un costo da comprimere invece che come un investimento pubblico essenziale.

“Il cuore della nostra protesta è il contrasto al precariato, che denunciamo come il grimaldello sistematico utilizzato per aggirare il tema centrale e urgente delle assunzioni. Senza un piano straordinario di ingressi stabili, il patrimonio culturale non può essere tutelato né valorizzato. Lo sciopero di venerdì è per noi un’importante opportunità di crescita per i territori e per rivendicare collettivamente la dignità di chi opera nel settore”, afferma Pietro Domenico Scalzo, coordinatore Mic e Federculture della Fp Cgil Lombardia.

“Lo sciopero nazionale del 12 giugno unisce lavoratrici e lavoratori del Ministero della Cultura, del contratto Federculture e della filiera precaria e somministrata. Il lavoro culturale va riconosciuto per davvero. Invece chi ci lavora troppo spesso resta precario, sottopagato e poco riconosciuto. Chiediamo un piano straordinario di assunzioni, più investimenti pubblici e il superamento di precariato, dumping salariale e appalti al ribasso. Noi scegliamo il lavoro e la pace: chiediamo dignità, diritti, stabilità, tutele e più risorse nella cultura invece che nelle armi”, dichiara Dino Pusceddu, segretario Fp Cgil Lombardia.

“In questa iniziativa di rivendicazione uniamo le diverse tipologie di contratto sotto un unico cappello per provare a unificare  il mondo del lavoro. Rivendichiamo anche salute e sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori, misure concrete contro discriminazioni, molestie e violenze, reddito di discontinuità e tutele previdenziali adeguate per chi lavora in modo intermittente – sostiene Lorena Panzeri, coordinatrice Nidil Cgil Lombardia -. Contro dumping e uso distorto degli appalti lo diciamo con lo sciopero e lo stiamo dicendo con tutta la Cgil attraverso la proposta di legge di iniziativa popolare ‘I diritti non si appaltano’ per la quale è in corso una massiccia raccolta firme”.

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