Puleri, Fp Cgil: “Senza assunzioni e attrattività, il sistema crolla”
22 giu. 2026 – La situazione del palazzo di giustizia di Sondrio ha superato il livello di guardia da tempo. La desertificazione è stata segnalata già nel marzo 2023, quando la Fp Cgil locale ha scritto ai vertici del Ministero evidenziando una carenza di personale ormai strutturale. Dopo l’intervento del Presidente del Tribunale al Consiglio Giudiziario della Corte d’Appello di Milano (l’organismo che vigila sull’organizzazione giudiziaria lombarda) il sindacato torna a denunciare una crisi che non è più solo numerica, ma sociale.
La scopertura ha ripercussioni nelle attività, nonostante l’impegno garantito dalle lavoratrici e dai lavoratori, e gli uffici giudiziari valtellinesi rischiano l’inceppamento definitivo.
La Fp Cgil Sondrio si distingue come la prima organizzazione sindacale ad aver lanciato l’allarme. “Da anni seguiamo con attenzione la grave situazione del Tribunale che ha una sofferenza di organico ben oltre la media nazionale -, dichiara Leonardo Puleri, segretario generale della categoria provinciale -. Oltre ai numeri, c’è il fattore umano. I ritmi e i carichi di lavoro assegnati individualmente e ai gruppi stanno mettendo seriamente a rischio la tenuta psicofisica del personale, composto in larga parte da persone non più giovani. Da anni lavoratrici e lavoratori sottraggono tempo alle famiglie e agli affetti per garantire la presenza negli uffici e non creare disservizi alla cittadinanza. Un impegno che merita riconoscimento, non di essere dato per scontato”.
Un ruolo essenziale è svolto dai giovani dipendenti assunti a tempo determinato attraverso il piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti pubblici finanziato dall’Unione Europea per la modernizzazione del Paese, che ha incluso anche assunzioni straordinarie nella giustizia.
“La Fp Cgil ha condotto un’estenuante vertenza nazionale per ottenerne la stabilizzazione, necessaria a non perdere preziose competenze tecniche acquisite. Anche per il Tribunale di via Mazzini, rivendichiamo la loro assunzione a tempo indeterminato: con il loro lavoro garantiscono un servizio essenziale, sono una risorsa tecnica indispensabile per contrastare lo svuotamento della giustizia”.
Il problema non è solo assumere, ma trattenere. La provincia sondriese sconta una scarsa attrattività, dovuta a criticità strutturali di conformazione geografica, collegamenti e infrastrutture, che rendono la sede poco motivante per le persone neo-assunte. “La graduatoria di un recente concorso nazionale sembra non sortire, almeno per Sondrio, l’atteso reclutamento di candidati idonei”, avverte il segretario generale, ricordando come scoperture significative riguardino anche altre province lombarde, ma con un grado di attrattività maggiore rispetto alla sede valtellinese.
Qui è critica anche la situazione della struttura che si occupa di notificare atti giudiziari e gestire pignoramenti ed esecuzioni: l’Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti. Anche per l’Unep la Fp Cgil Sondrio, sempre nel 2023, aveva fatto una segnalazione al Ministero della Giustizia, e ora il peggioramento è all’orizzonte alla luce dei prossimi pensionamenti.
“La giustizia non può reggersi solo sullo spirito di sacrificio del personale. Nelle scorse settimane è stata sottoscritta, anche dalla nostra organizzazione sindacale, la preintesa di rinnovo del contratto nazionale del comparto Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027, con un incremento retributivo superiore all’attuale tasso inflattivo e importanti novità normative – racconta Puleri -. Il passo avanti contrattuale è importante, ma non basta a risolvere le difficoltà delle sedi periferiche. Senza una regia da parte dell’Amministrazione della Giustizia, territori come la Valtellina rischiano di non reperire, dai diversi concorsi nazionali già esperiti e in fase di attuazione, candidati disponibili a trasferirsi nella nostra provincia. Senza assunzioni, stabilizzazioni e misure capaci di rendere attrattiva la sede, il Tribunale di via Mazzini rischia di restare un presidio di legalità svuotato delle proprie forze vitali. La responsabilità di impedirlo spetta al Ministero”.