Salari e diritti: cosa cambia in concreto
In soli tre mesi di trattativa (dal primo incontro del 22 aprile alla firma di oggi, 29 luglio 2026), è stata sottoscritta la preintesa per il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2025-2027. L’accordo segna una netta inversione di tendenza rispetto al passato, puntando sulla velocità e sulla tutela reale del reddito.
Più risorse e protezione dall’inflazione
Il nuovo contratto recupera il potere d’acquisto perduto (pari al 10% nel triennio precedente) garantendo aumenti tabellari che coprono integralmente l’inflazione attesa. La novità assoluta è l’introduzione di una clausola di garanzia: tra un anno le parti verificheranno lo scostamento tra inflazione programmata ed effettiva per adottare eventuali correttivi salariali.
Busta paga: indennità e arretrati
Molte voci della retribuzione fissa diventano più pesanti:
– Raddoppio dei valori mensili per l’indennità di specificità infermieristica e per l’indennità di tutela del malato
– Estensione delle indennità per particolari unità operative a gran parte del personale amministrativo
– Incarichi: la contrattazione aziendale potrà elevare l’incarico di base da 1.000 a 3.500 euro
– Arretrati: previsti arretrati medi (con erogazione ipotizzata a novembre 2026) che variano dai circa 1.046€ per il personale di supporto fino ai 1.775€ per l’elevata qualificazione
Diritti e organizzazione del lavoro
L’accordo interviene su criticità storiche della vita lavorativa:
– Ferie garantite: non si perderanno più le indennità e la retribuzione accessoria durante i periodi di riposo
– Stop ai “debiti orari”: corretto il meccanismo dell’orario convenzionale che penalizzava ingiustamente i lavoratori
– Smart Working: introdotte clausole per facilitare il lavoro agile, in particolare per il personale amministrativo
– Nuovi Profili: entra ufficialmente la figura dell’autista soccorritore nell’Area degli assistenti e vengono aggiornati i profili informatici e amministrativi
– Settori specifici: riconoscimento delle peculiarità per il personale delle Agenzie per la Protezione Ambientale (ARPA) e avvio a settembre di una sessione dedicata alla Ricerca.
Le sfide aperte e il voto delle lavoratrici e dei lavoratori
Nonostante i passi avanti, la FP CGIL sottolinea che rimangono nodi da sciogliere: il servizio mensa, i tetti al salario accessorio e le sperequazioni retributive restano al centro della mobilitazione.
Il percorso non finisce qui. A partire da settembre, si terranno assemblee in tutti i luoghi di lavoro per illustrare i dettagli dell’accordo e sottoporlo al voto vincolante delle lavoratrici e dei lavoratori.
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