Concil (Fp Cgil Como) dopo il caso del camion andato a fuoco: “Mesi fa, avevamo fatto formale richiesta agli enti competenti per un’ispezione sull’appalto gestito da World Service S.r.l.”
9 sett. 2026 – La Fp Cgil Como aveva già segnalato le criticità dell’appalto. E dopo lo scampato pericolo del 2 settembre scorso – un camion della raccolta rifiuti a fuoco a Erba -, per fortuna senza danni per operatori e cittadini, torna a metterlo sotto la lente.
“La sicurezza è una priorità e quanto accaduto a Erba è un campanello d’allarme – esordisce Flavio Concil, sindacalista della categoria -. Mesi fa, come Fp Cgil avevamo fatto formale richiesta agli enti competenti per un’ispezione sull’appalto gestito da World Service S.r.l. Ovviamente non vogliamo qui stabilire nessi col rogo – precisa – ma rimarcare che sulle anomalie organizzative le autorità sono state allertate ben prima dell’incendio”.
Quali sono le problematiche di questo appalto?
“I mezzi usati ogni giorno sono in condizioni precarie e la loro manutenzione difetta. E abbiamo segnalazioni sulla permanenza prolungata dei rifiuti organici sui veicoli, e quindi delle preoccupazioni rispetto ai rischi per la salute delle operatrici e degli operatori – risponde Concil -. C’è il tema della compressione dei diritti: turni di lavoro irregolari, durata eccessiva delle prestazioni lavorative e assenza totale di spazi e servizi igienici adeguati per il personale. Manca, inoltre, un centro di servizio dedicato e viene fatto un uso improprio del parcheggio dell’Hotel Leonardo da Vinci di Erba come deposito per gli automezzi del servizio di igiene urbana”.
Quindi, in aggiunta agli esposti formali, cosa rivendicate?
“Il valore del servizio pubblico essenziale. Chi lavora nell’igiene ambientale rende esigibile un diritto di cittadinanza. La tutela della salute e della sicurezza vale per entrambe le parti. E di certo non va considerata un costo da comprimere sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Chiediamo quindi che vengano eseguiti gli accertamenti ispettivi richiesti, per verificare l’organizzazione dell’appalto, il rispetto delle normative, le condizioni di lavoro. Noi continueremo a vigilare e a chiedere risposte concrete. E intanto con tutta la Cgil proseguiamo nella raccolta firme per la legge di iniziativa popolare ‘I diritti non si appaltano’ -, un’iniziativa in linea con questo caso: quando si affida all’esterno un servizio, non si abbandonano i diritti, la sicurezza e la dignità di chi lo garantisce ogni giorno”.