Callisto (Fp Cgil Como): “Vogliamo condizioni di lavoro a misura di persona, il pieno rispetto dei diritti contrattuali e un assetto dei servizi stabile e funzionale”
9 sett. 2026 – Fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura, Fp Cgil Como-Fit Cisl dei Laghi e Uil Trasporti Lario e Brianza hanno proclamato lo sciopero del lavoro straordinario, dal 1° al 9 settembre 2026, del Centro di servizio di igiene ambientale di Grandola e Uniti, gestito da Acinque Ambiente.
Con una sessantina di dipendenti, il Centro di servizio opera sulla Valle Intelvi e Alto Lario.
“Lo sciopero, che ha avuto un’ottima adesione, è la risposta al silenzio aziendale rispetto a un’organizzazione del lavoro non sostenibile – spiega Giuseppe Callisto, segretario generale della Fp Cgil Como -. Non è ammissibile fare un ricorso continuo alle ore di straordinario, lo straordinario non può diventare strutturale, serve una corretta ed equa pianificazione dell’orario di lavoro, pause incluse”.
La mobilitazione unitaria nasce da queste problematiche. “Quando c’è sciopero i riflettori vengono puntati spesso sul il disservizio e non sulle difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori, spremuti e persino colpevolizzati dal senso comune – osserva Callisto -. Ma se un servizio pubblico ha un bisogno permanente di lavoro aggiuntivo per funzionare, la prospettiva va cambiata: perché l’azienda non riesce a gestire le attività? La protesta sindacale non è rivolta ai cittadini, abbiamo informato preventivamente e per tutta la trasparenza del caso le amministrazioni comunali coinvolte. I servizi di raccolta rifiuti ordinari sono garantiti. Noi rivendichiamo che i diritti di chi lavora nell’igiene ambientale e quelli dei cittadini ad avere un servizio di qualità vadano di pari passo”.
Per questo la visione sindacale guarda alle prospettive e cerca soluzioni costruttive. “Vogliamo condizioni di lavoro a misura di persona, il pieno rispetto dei diritti contrattuali e un assetto dei servizi stabile e funzionale. La qualità dell’igiene ambientale deve essere una tutela per la dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori e insieme una garanzia per i Comuni e la cittadinanza. Siamo disponibili al confronto. Ma lo diciamo subito: senza i riscontri auspicati la vertenza si inasprirà”, chiude Callisto.