Domande ai corsi universitari in crescita del 17% in Italia e del 18,5% in Lombardia ma la sanità sondriese fatica a reclutare personale. Puleri (Fp Cgil): “Servono leve contrattuali, casa, welfare e una mobilità vera”.
18 sett. 2026 – Le professioni sanitarie tornano ad essere interessanti per i giovani? A livello nazionale la domanda per l’ammissione ai corsi universitari è cresciuta del 17% (oltre 68.000 le candidature per 33.958 posti disponibili), con la professione infermieristica che inverte la curva negativa dello scorso anno e registra oltre il 54% delle preferenze. E anche a livello lombardo, il test di ammissione di mercoledì 16 settembre ha segnato l’incremento del 18,5%.
Non così, però in Valtellina. “Solo 13 candidati sono stati ammessi al prossimo concorso a tempo indeterminato per gli Ospedali di Comunità dell’Asst Sondrio – racconta Leonardo Puleri, segretario generale della Fp Cgil locale. Per garantire il funzionamento della sanità, dove le strutture sono a gestione soprattutto infermieristica, servono altri numeri. La carenza di personale è molto seria e, salvo qualche eccezione nel sociosanitario, la difficoltà ad assumere resta diffusa in tutta la provincia”.
Come si spiega questo dato?
“Per trasferirsi in provincia di Sondrio il posto fisso non basta più. Molte vincitrici e vincitori di concorso rinunciano all’incarico perché è molto difficile trovare abitazioni a costi sostenibili – risponde Puleri -. Da tempo come categoria e con la Confederazione poniamo al centro del dibattito pubblico questo tema. L’Ospedale di Sondalo ha trovato la soluzione della Foresteria ma è limitata nel tempo, sul territorio, più in generale, le risposte sono residuali e insufficienti. Servono misure adeguate, come ad esempio è stato fatto dall’Asst Lecco, che al concorso per cento infermieri ha affiancato un progetto sperimentale con la disponibilità di 6 posti letto in appartamento per chi risiede ad almeno 25 chilometri”.
Ci sono altri nodi da sciogliere, oltre a quello dell’abitare?
“Sì. Per rafforzare la sanità di montagna servono strumenti di conciliazione vita-lavoro, come la flessibilità oraria, il part-time. Ma vanno anche risolte le criticità strutturali legate ai trasporti pubblici che isolano la Provincia di Sondrio rendendola un’area fragile. Insomma servono leve contrattuali, casa, welfare e una mobilità vera”.
E come si fa?
“Con un’alleanza per il diritto alla salute. È urgente una governance complessiva delle politiche abitative che veda unite istituzioni e forze sociali provinciali – evidenzia Puleri -. La sanità di montagna, e più in generale tutti i servizi pubblici del territorio, hanno bisogno di un piano straordinario per l’attrattività. Per il bene della comunità e di ogni persona, dobbiamo scongiurare la riduzione dei servizi essenziali. E quindi dei diritti, a partire dal diritto alla salute”.