FP CGIL e CGIL Lombardia: “Senza personale si perdono competenze, si riducono i servizi e si indebolisce la presenza dell’Istituto sul territorio”
Milano, 16 giugno 2026 – In Lombardia alcune sedi dell’INPS hanno già superato la soglia critica. È l’allarme lanciato da FP CGIL e CGIL Lombardia a seguito dell’incontro di ieri tra la dirigenza delle strutture regionali, le organizzazioni sindacali, il presidente nazionale dell’Istituto, Gabriele Fava, e il Direttore Generale vicario Antonio Pone.
Il rischio è la desertificazione dei servizi a partire dalle aree più periferiche della nostra regione e lo spostamento delle lavorazioni in altre regioni con numerosi disagi per la cittadinanza sia nei tempi di elaborazione delle pratiche sia nella possibilità di interfacciarsi con l’ente.
A Milano gli ispettori di vigilanza sono passati da 73 a 48, il personale informatico da 16 a 6, gli avvocati da 10 a 6.
Alcune realtà sono già in una vera e propria sala di rianimazione, come mostrano i dati presentati oggi. Continuando così, la funzionalità delle sedi provinciali rischia di essere compromessa.
La qualità dei servizi continua a reggersi sull’impegno di un personale sempre più ridotto, con un’età media elevata, che assorbe il lavoro delle colleghe e dei colleghi mancanti mentre aumentano complessità, carichi e responsabilità. Con assunzioni che in Lombardia continuano a non arrivare, il rischio è che i pensionamenti superino di gran lunga i nuovi ingressi. Non è più rinviabile un piano straordinario per rafforzare gli organici e garantire la tenuta dei servizi.
Ogni uscita di personale non seguita da una sostituzione significa una competenza che sparisce e un pezzo di servizio pubblico che si assottiglia. FP CGIL e CGIL Lombardia chiedono che da subito il personale aumenti, non che continui a ridursi.
La possibile implementazione del cosiddetto metaprocesso, il modello organizzativo che consente di assegnare le pratiche a sedi diverse da quelle territorialmente competenti, anche a centinaia di chilometri di distanza non risolve ma rischia di accentuare i problemi.
Per FP CGIL e CGIL Lombardia questo strumento non può sostituire gli organici mancanti. Spostare le pratiche senza rafforzare le sedi significa allontanare il servizio pubblico dagli stakeholders territoriali, disperdere professionalità e indebolire la capacità dell’INPS di controllare la regolarità contributiva in uno dei territori economicamente più complessi del Paese.
Durante l’incontro, il presidente Gabriele Fava ha riaffermato il valore della presenza territoriale dell’INPS. Si è discusso della necessità di bandire i concorsi tenendo conto delle carenze di personale nei diversi territori e con l’obiettivo di riequilibrare gli organici. Per FP CGIL e CGIL Lombardia, queste aperture devono ora tradursi in decisioni verificabili, con date, numeri e risorse.
È necessario rendere pubblico il problema e chiedere alla politica locale di farsi carico di un servizio fondamentale per la cittadinanza, adottando misure di welfare che agevolino la permanenza del personale e rendano più attrattivo il lavoro pubblico in Lombardia.
Pensioni, prestazioni, sportelli e controlli non si garantiscono senza personale: quante lavoratrici e quanti lavoratori saranno assegnati alla regione, in quali sedi e con quali tempi?